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Inviato: Sab 17 Mag, 2008 12:01 am Oggetto: Il Profeta Muhammad (saw) seconda parte |
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Ammer ibn Yasser (che Dio sia soddisfatto di lui) si convertì all’Islam ed era molto triste perché la madre Somaya e il padre Yasser adoravano gli idoli:
“Questi idoli non posso fare nulla per voi” spiegava a loro, caddero per terra alcuni di essi, si frantumarono e disse “guardate! Avete visto che non accade nulla? non possono farvi niente.
I genitori cominciarono a riflettere, a capire ed abbracciarono così l’Islam. Ben presto però, l’intera famiglia finì nelle mani del nemico. Somaya e Yasser erano molto anziani, nonostante questo vennero torturati in presenza del figlio. Ammer per far cessare questo terribile sofferenza urlò a loro “Dite che amate Hobal (l’idolo) Hobal!”, diceva questo perché non voleva vedere soffrire i suoi genitori in quel modo, non perché credesse in Hobal, ma i genitori continuavano a ripetere “Attesto non c’è altro dio all’infuori di Allah e Muhammad è il Suo Messaggero e Profeta”, e morirono.
Somaya fu la prima martire.
Ammer fu poi liberato e raccontò ciò che accadde al nostro Profeta (*), gli disse che invocò il nome di Hobal per salvare la sua pelle, ed era triste per questo, perché non fece come i suoi genitori, ma il nostro Profeta (*) gli disse che in quei casi Ammer non era colpevole, Inshallah.
Un gruppo di musulmani emigrò in Abissina, ed incontrarono il re degli abissini, il Negus, un cristiano religioso.
Negus chiese:
“Cos’è questa religione per cui vi siete separati dalla vostra gente, pur non essendo entrati nella mia religione né in quella di nessun altro dei popoli vicini?”
Negus prima d’incontrare i musulmani era stato avvisato del loro arrivo dai Quraysh infedeli, i quali non si erano convertiti all’Islam.
Ja ‘far rispose per gli altri musulmani:
“O re, noi eravamo un popolo immerso nell’ignoranza, adoravamo gli idoli, mangiavamo carogne non sacrificate, commettevamo cose abominevoli e il più forte ‘divorava’ il più debole. Eravamo così finché Dio ci inviò un Messaggero scelto tra la nostra gente, uno di cui conoscevamo il linguaggio, la veridicità, l’affidabilità e l’integrità. Egli ci chiamò a Dio, facendoci attestare la Sua Unità, adorandoLo e rinunciando a pietre e idoli, che noi e i nostri padri avevamo adorato.
Così noi adoriamo solo Dio. Per questi motivi la nostra gente è contro di noi e ci ha perseguitato per farci rinnegare questa religione e tornare all’adorazione degli idoli. Ecco perché siamo venuti nel tuo paese”.
Negus chiese allora di farsi leggere una delle Rivelazioni che il Profeta (*) aveva ricevuto da Dio. Negus vedendo questi musulmani giovani capì di trovarsi di fronte a gente pura e sincera, lo capì dal loro aspetto, dai loro volti, erano diversi dagli altri che incontrò in Abissina.
Ja ‘far recitò alcuni versetti della Sura Maryam (Maria), versetti 16/ 21, rivelata poco prima della sua partenza:
“Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad Oriente. Tese una cortina tra sé e gli altri. Le inviammo il Nostro Spirito (L’Arcangelo Gabriele), che assunse le sembianze di un uomo perfetto. Disse (Maria): ‘Mi rifugio contro di te presso il Compassionevole, se sei di Lui timorato!’.
Rispose: ‘Non sono altro che un Messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro’. Disse: ‘Come potrei avere un figlio, ché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?’.
Rispose: ‘E’ così. Il tuo Signore ha detto: ‘Ciò è facile per Me…Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. E’ cosa stabilita’.”
Il Negus e i vescovi cominciarono a piangere, e quando i versetti vennero tradotti –poiché loro non conoscevano l’arabo-, piansero di nuovo e disse:
“Questo in verità proviene dalla stessa fonte da cui procede ciò che ci ha dato Gesù”.
Non consegnò i musulmani nelle mani dei Quraysh loro nemici.
Quest’ultimi non si arresero, e riferirono al Negus che per i musulmani Gesù è “solo” un servo di Dio. il Negus li richiamò, e i musulmani dissero:
“Diciamo di lui quello che il nostro Profeta ci ha riferito, cioè che è il servo di Dio, Suo Messaggero, Suo Spirito e Suo Verbo, che Egli ha inviato a Maria, la Vergine benedetta”.
Sentendo queste parole il Negus si calmò e disse:
“Andate in pace, perché nel mio paese sarete salvi”.
E si convertì all’Islam.
Pensate, la gente che polemizzava contro i musulmani dicevano esattamente le stesse cose che dicono oggi certe persone a noi quando vogliono contestare il nostro Libro Sacro e la nostra Religione.
Il Negus fece notare che non c’era molta differenza in ciò che credevano i musulmani e i cristiani, spesso sono i pregiudizi a dividere i popoli.
La morte di Khadija
Khadija (che Dio sia compiaciuto di lei) morì a 65 anni, nel mese di Ramadan nel 620, dieci anni dopo l’inizio della missione profetica di Muhammad (*). Il Profeta l’amava molto e non sposò nessun’altra donna durante la vita di Khadija, che fu sotterrata personalmente dal Profeta (*) .
I capi shamsiti ‘Utbah e Shaybah pensando di potersi dimostrare generosi nei confronti del Profeta (*) gli mandarono il giovane schiavo cristiano ‘Addas con un piatto pieno d’uva da offrire al Profeta (*).
Il Profeta (*) accettò il cibo e prima di mangiare disse “In nome di Allah il Compassionevole, il Misericordioso”, ‘Addas rimase colpito da queste parole e disse: “Queste non sono parole abituali di questo paese” e il nostro Profeta (*) chiese al ragazzo: “Da dove provieni, qual’è la tua religione?” e ‘Addas rispose: “ Sono cristiano e vengo da Ninive” e il nostro Profeta (*) “Dalla città di Giona il Giusto (pace su di lui), figlio di Matta” e ‘Addas “Come fai a conoscere queste cose di Giona figlio di Matta?” e il Profeta (*) rispose “Giona è mio fratello, lui era un Profeta ed io sono un Profeta.”
‘Addas udendo queste parole si chinò sul Profeta Muhammad (*) e gli baciò la testa, le mani e i piedi.
I due shamsiti videro la scena e si arrabbiarono e quando ‘Addas tornò lo rimproverarono “Vergognati ‘Addas! Non lasciarti sviare dalla tua religione che è migliore della sua” e ‘Addas rispose “Non c’è niente sulla terra che sia migliore di lui (Muhammad*). Egli ha detto cose che solo un Profeta conosce”.
Le mogli del Profeta (*)
Le mogli che il Profeta Muhammad sposò furono 11, altre fonti dicono che erano 13:
1- Khadija
2- Saudah
3- Aisha
4- Hafsah
5- Zainab bint Khuzaimah
6- Umm Salamah
7- Zainab bint Jahsh
8- Juwairiah
9- Umm Habibah
10- Safiyya
11- Maimunah
La maggior parte di queste donne erano vedove o divorziate.
Saudah è la seconda moglie del Profeta (*) –secondo diverse fonti- non Aisha. Saudah bint Zam’ah bint Qais (che Dio sia compiaciuto di lei) sposò Muhammad (*) dopo la scomparsa del primo marito Shukran ibn ‘Amr, entrato assieme a lei nell’Islam. Il Profeta (*) la sposò nello stesso anno della morte di Khadija. In quell’anno il Profeta (*) sposò anche Aisha, e decise – qualche anno dopo- di divorziare da Saudah, non sappiamo per quale motivo, e la donna disse:
“O Profeta di Dio, sono pronta a rinunciare al mio turno in favore di Aisha, ma non voglio che tu divorzi da me. Vorrei essere una delle tue mogli in Paradiso”. Il Profeta Muhammad (*) accettò la sua richiesta.
Aisha (che Dio sia compiaciuto di lei) era la figlia di Abu Bakr (primo Califfo e amico del cuore del Profeta) e fu data in moglie a Muhammad all’età di 6 anni, e mandata dai genitori a vivere con il Profeta (*) dopo la sua emigrazione a Medina all’età di 9 anni. Il Profeta (*) disse:
“Abu Bakr è il mio amico del cuore e fratello nell’Islam e non m’impedirà di sposare sua figlia”.
Si riferiva alla differenza di età, Abu Bakr all’inizio non era d’accordo, poi sentendo queste parole si convinse.
Il Profeta (*) decise di sposare Aisha solo perché sognò per ben due volte un angelo che gli disse che Aisha è sua moglie, e il Profeta rispose:
“Se ciò viene da Dio, Egli lo farà avverare”, e si avverò.
Quando il Profeta Muhammad (*) lasciò questo mondo Aisha aveva 18 anni, la donna morì a 66 anni durante il mese di Ramadan, nell’anno 57 dopo l’Egira. Aisha fu l’unica moglie del Profeta (*) a non essersi mai sposata prima (visto la giovane età) le altre mogli erano tutte vedove o divorziate.
Spesso i più disinformati e nemici dell’Islam per attaccare il Profeta ed accusarlo di nefandezze mai commesse, citano sempre il matrimonio del Messaggero di Dio (saw) con la piccola Aisha. Noi sappiamo benissimo che il nostro Profeta (saw) non consumò mai il matrimonio con Aisha ancora bambina.
Hafsah (che Dio sia soddisfatto di lei) era la figlia di Omar (secondo Califfo), era una donna molto religiosa, pregava sempre -anche la notte- e digiunava di giorno.
Vedova di Khunais ibn Hudhaifah, secondo alcune fonti morto al tempo della battaglia di Uhud, accettò di sposare il Profeta (*), ed Omar ne fu felice. Come tutte le coppie capita che a volte non si va d’accordo per qualcosa, ed allora il Profeta Muhammad (*) decise di divorziare da lei, l’Arcangelo Gabriele andò da lui e gli disse:
“Dio vuole che tu riprenda Hafsah con te: lei digiuna spesso e trascorre le sue notti in preghiera e Dio vuole questo per amore di Omar”. Allora il Profeta (*) cambiò idea e riprese la donna con se.
Hafsah morì a 63 anni nell’anno 45 dopo l’Egira.
Zainab bint Khuzaimah (che Dio dia soddisfatto di lei) ebbe due mariti prima di sposare il Profeta (*), alcune fonti dicono un marito. Non si sa con esattezza l’identità dei mariti precedenti, e nemmeno il luogo della morte (la battaglia di Uhud o di Badr), ma è sicuro che fu una donna molto generosa per le sue offerte di denaro ai più bisognosi. Visse con il Profeta (*) solo otto mesi, poiché morì presto, ed infatti assieme a Khadija fu l’unica moglie a morire durante la vita del Profeta (*).
Umm Salamah (che Dio sia compiaciuto di lei) era sposata con suo cugino Abdullah ibn Abdul-Asad, noto come Abu Salamah (che Dio sia compiaciuto di lui), e fu l’undicesimo uomo ad abbracciare l’Islam. L’uomo morì dopo aver subito ferite gravi procurate durante le battaglie di Badr e Uhud. Lasciò così la moglie e tre figli. Umm Salamah così rimase vedova per un certo periodo, fino a quando decise – dopo aver rifiutato Abu Bakr- di accettare la proposta dal Profeta (*) di sposarlo. La donna morì a 84 anni nel 59 o 62 dopo l’Egira.
Zainab bint Jahsh (che Dio sia compiaciuto di lei) era la cugina del Profeta (*) e fu data in nozze al suo figlio adottivo Zaid ibn Harithah, ma i due divorziarono, così il Profeta (*) dopo aver avuto come rivelazione la Sura Ahzab “I Confederati” la sposò.
“La mia moglie dalle lunghe mani –disse il Profeta (*)- sarà la prima ad incontrarmi dopo la morte”.
Così le mogli misurarono le loro mani con un asticella e Saudah aveva le mani più lunghe, pensarono a lei, ma quando Zainab morì per prima capirono che si trattava di una metafora e il Profeta (*) si riferiva a Zainab, che morì nell’anno 20 dopo l’Egira a 50 anni. Omar guidò la preghiera funebre. La donna era molto caritatevole.
Juwairiah (che Dio sia compiaciuto di lei) era la figlia del capo dei Banu Mustaliq, un certo Harith ed era sposata a Musafeh ibn Safwan. Dopo la battaglia dei Muraisy caddero nelle mani dei musulmani come prigionieri. La donna 3 giorni prima sognò la luna provenire da Medina che le cadeva in grembo. Fu data come schiava a Thabit ibn Qais (che Dio sia compiaciuto di lui) che le chiese per la sua liberazione 360 dirham, per lei troppi. Juwairiah allora si recò dal Profeta (*) per essere aiutata, il quale pagò il riscatto per liberarla, la sposò e liberò così tutti i prigionieri (cento famiglie circa). Era questo il significato del sogno premonitore. Morì a 65 anni nel 50esimo dopo l’Egira.
Umm Habibah (che Dio sia compiaciuto di lei) era sposata con Ubaidullah ibn Jahsh. Entrambi abbracciarono l’Islam, poi accadde che Umm Habibah fece un sogno premonitore, sognò il marito con un aspetto turpe e sgradevole. Il giorno dopo venne a sapere che il marito si era convertito al cristianesimo e decise così di divorziare da lui. Tramite il Negus, il Profeta Muhammad (*) fece la sua proposta di matrimonio, la donna accettò e si sposarono nel settimo anno dopo l’Egira. Il Negus rappresentava il Profeta (*) in occasione della firma del contratto matrimoniale. La donna morì nel 44 dopo l’Egira.
Safiyya (che Dio sia compiaciuto di lei) discendeva da Aronne (pace su di lui) ed era vedova per ben due volte prima di sposarsi con il Profeta Muhammad (*). Prima accadde che durante una battaglia fu catturata dai musulmani e data come domestica a Danya Kalby (che Dio sia compiaciuto di lui), ma gli altri Sahabah fecero notare al Profeta (*) che le tribù ebraiche di Medina si sarebbero offese vedendo la figlia di un capo ebraico fare la domestica. Al contrario di quanto possa pensare certa gente non musulmana, la quale pensa che il nostro Profeta (*) sia privo di generosità, ragionevolezza e bontà, il nostro Profeta (*) pagò a Danya una ragionevole somma di denaro come riscatto e disse a Safiyya:
“Sei libera. Se vuoi puoi tornare alla tua tribù o essere mia moglie”.
Non obbligò la donna a sposarlo, non la ricattò, non la uccise perché era ebrea, la liberò e le disse che se voleva poteva sposarlo, in caso contrario, tornare alla sua tribù. È questo l’Islam!
A Safiyya accadde la stessa cosa di Juwairiah (che Dio sia compiaciuto di loro): fu catturata dai musulmani, il Profeta (*) pagò il riscatto per liberare le donne, Safiyya come domestica e Juwairiah come schiava, ed infine data in moglie al Profeta (*). Non è finita, prima di accettare, Safiyya fece lo stesso sogno di Juwairiah e disse al Profeta (*):
“Quando ero ebrea desideravo essere tua moglie: come posso lasciarti ora che sono musulmana?”.
Sognò una porzione di luna che le cadeva in grembo, lo stesso sogno di Juwairiah, Subhana Allah!
Per questo sogno Safiyya fu picchiata dal suo secondo marito -ucciso dai musulmani in battaglia- e dal padre.
Safiyya morì nel mese di Ramadan del 50 dopo l’Egira.
Spesso la gente che non conosce il nostro Profeta racconta che Rasulullah (saw) sposò molte donne, senza conoscere realmente le motivazioni. Alcuni fratelli mi hanno consigliato di NON raccontare la storia delle mogli del Profeta, al contrario, ritengo invece giusto far conoscere alla gente le storie di queste donne, che possono essere d’utilità, per comprendere meglio le scelte e la storia del nostro Profeta (saw).
Mi scrivono persone che non sono musulmane e che hanno ammesso che non conoscono molto la vita e il carattere del Profeta Muhammad (asw)
“Devo dirti, - mi ha scritto un ragazzo- che di Muhammad, non ne ho sentito parlare molto bene: tra spose bambine, guerre ed altro.............!”.
Sono questi gli argomenti che usano per screditare l’immagine del Profeta. Usano certe notizie per poi farle sembrare negative agli occhi della gente.
1. che sposò Aisha ancora bambina
2. che sposò molte donne
3. che lottava di persona nelle guerre contro i nemici
Riabilitiamo la sua immagine e raccontiamo come sono andate veramente le cose inshallah.
Maimunah (che Dio sia compiaciuto di lei) si chiamava originariamente Barrah, il Profeta (*) cambiò il suo nome. La donna era stata già sposata ad altri due uomini prima di sposare il nostro Profeta (*), diventata vedova accettò la sua proposta di matrimonio.
Fu il Destino voluto da Allah (swa), accadde che la donna sposò il Profeta (*), cominciò la sua vita matrimoniale, morì a 81 anni -nel 50 dopo l’Egira- e fu seppellita nello stesso luogo -località tra Medina e Mecca- e sempre durante un viaggio. Una coincidenza? No, il Destino.
Aisha disse di lei:
“Maimunah era la donna più pia e quella che curava di più i rapporti con la propria parentela tra le mogli dell’Inviato di Dio (su di lui la pace)”.
Queste erano le moglie del Profeta (*), donne con una grandissima fede in Dio, dei veri esempi da seguire, tutte vedove o divorziate (ad eccezione di Aisha). Esistono ancora donne con una grande fede come la loro? Donne che si accontentavano di poco, pur di vivere al fianco del Profeta (*) loro marito?
Certo, gelosie fra loro esistevano, avevano un marito diviso fra molte donne, ma quello del nostro Profeta (*) non era un Harem, come si pensa di solito in Occidente. Il Profeta (*) sposava donne vedove e divorziate, donne che avevano bisogno del sostegno anche finanziario di un marito, donne che non pretendevano cucine grandi, mobili lussuosi ecc.. come avviene oggi. Noi musulmani possiamo sposare al massimo 4 mogli, ciò non esclude che si può sposare anche una sola, per il Profeta (*) era diverso, lui era un Profeta, Messaggero di Dio e poteva sposare più di 4 mogli: 9, 11, forse anche 13 Dio ne sa di più.
Certo, capitava anche a lui di avere problemi con le mogli, alcune volte era quasi sul punto di divorziare con alcune di loro, con l’intervento di Dio cambiò idea.
Muhammad (*) non fu l’unico Profeta ad avere più di una moglie, ci fu Giacobbe, Salomone (pace su ognuno di loro), che ebbe moltissime mogli, fra queste la Regina di Sabà, e Abramo (pace su di lui), che ebbe Ismaele da Hajar e Isacco da Sarah (che Dio sia compiaciuto di loro).
Vi abbiamo raccontato di Ammer ibn Yasser e dei suoi genitori martiri, la madre Somaya fu la prima ad essere martire sobhanallah.
Vi abbiamo raccontato del Negus che liberò i musulmani e riconobbe il Messaggio del Corano che proviene dalla stessa fonte Divina del Vangelo di Gesù (as).
La bella storia del cristiano ‘Addas che proveniva da Ninive, la stessa città del Profeta Giona (as).
E le storie delle mogli del Profeta.
Manca a questo punto le storie dei figli del nostro Profeta Muhammad (saw)
I figli del Profeta (*)
Come abbiamo già spiegato, i figli maschi furono tre e morirono in tenera età:
1- Qàsim
2- Abdullah (detto Tayyib e Taher)
3- Ibrahìm
Le figlie femmine:
1- Zàynab
2- Ruqàyyah
3- Umm Kulthum
4- Fatima
Zaynab (che Dio sia compiaciuto di lei) diventò musulmana e sposò suo cugino Abùl As ibn Rabi, dal quale ebbe i figli: Ali e Umamah. Il piccolo Ali era seduto sul dorso del cammello con il Profeta (*) quando entrarono trionfalmente in Mecca. Quando Zaynab si stava recando a Medina con il cognato Kananah, i Coreisciti aggredirono i due e ferirono la donna, che cadde dal cammello e perse il bambino che stava aspettando. Quella ferita la fece soffrire tutta la vita, fino alla morte, che avvenne nel 50 dopo l’Egira.
“Era la migliore delle mie figlie perché ha sofferto molto per causa mia”.
Disse il nostro Profeta (*)
Ruqàyyah (che Dio sia compiaciuto di lei) aveva tre anni in meno di Zaynab e si sposò con ‘Utbah, figlio di Abu Lahab zio del Profeta(*) e che si oppose alle nozze. ‘Utbah, spinto dal padre, divorziò da Ruqàyyah che a sua volta si sposò con il futuro Califfo Othman (che Dio sia compiaciuto di lui). ‘Utbah si fece successivamente musulmano, ma non poteva più risposarsi con Ruqàyyah già moglie di Othman. La donna ebbe un solo figlio dal nome Abdullah, che morì all’età di sei anni. Ruqàyyah perse la vita a causa di una malattia che aveva da molto tempo.
Umm Kulthum (che Dio sia soddisfatto di lei) ha il Destino simile a quello della sorella Ruqayyah. Anche lei come la sorella sposò un figlio di Abu Lahab dal nome ‘Utaibah -che però non diventò musulmano-, il quale divorziò subito da lei spinto dal padre, dopo la rivelazione di una Sura nel Corano che parlava di Lahab. ‘Utaibah andò dal Profeta (*) e lo offese con un linguaggio insolente. Il Profeta Muhammad (*) lo maledì dicendo:
“O Dio, scegli qualcuno dei Tuoi cani per punirlo”.
Abu Lahab saputo della maledizione contro il figlio disse:
“Ho paura della maledizione di Muhammad. Ognuno stia attento a mio figlio”.
Pur non essendo musulmano aveva paura della maledizione. Ma Dio non trascura nulla, ed anche se ‘Utaibah usò moltissime precauzioni, come quella di dormire protetto dai suoi compagni, finì lo stesso sbranato da un leone. Tutti ammassarono i loro bagagli e dormirono l’uno sopra all’altro ed in cima c’era ‘Utaibah. Il leone non aggredì i compagni che erano più alla portata di mano, bensì saltò sopra e sbranò ‘Utaibah, lo sbranò e gli staccò la testa. Questa è la punizione di Allah, di coloro che Lo offendono e che offendono persone care a Lui come il Profeta Muhammad(*). A cosa servirono le precauzioni di ‘Utaibah? A niente.
Umm Kalthum sposò lo stesso marito della sorella, il futuro Califfo Uthman (che Dio sia compiaciuto di lui), questo però dopo la morte di Ruqayyah.
Il Profeta (*) amava molto Uthman ed aveva fiducia in lui, e disse:
“Se anche avessi cento figlie le darei tutte in sposa ad Uthman (una dopo l’altra), se dovessero morire tutte”.
Fu proprio Uthman in seguito a mettere in ordine il Corano, il Profeta (*) aveva una grandissima fiducia in lui, quindi Uthman fece tutto ciò che era legato alla Religione scrupolosamente.
La coppia non ebbe figli.
Fatimah (che Dio sia compiaciuto di lei) fu data in sposa a 15 anni al nipote del Profeta (*) che ne aveva 21, di nome Ali (futuro 4°Califfo).
Ali (che Dio sia compiaciuto di lui) è tra i primissimi ad essersi convertito all’Islam, e Fatimah, che significa “Salva dal fuoco” è la prima delle donne del Paradiso. Il nome fu rivelato da Dio.
Fatimah ebbe da Ali:
1- Hasan
2- Husain
3- Muhassan (morto in tenera età)
4- Ruqayyah (morta in tenera età)
5- Umm Kalthum (che sposò Omar)
6- Zainab
Fatimah si ammalò, e prima di morire fece un bagno, cambiò i suoi vestiti, fece mettere il suo letto al centro della stanza -forse immaginava che stava per lasciare questo mondo-, si sdraiò e disse: “Sto per morire”. Lei era la figlia più amata dal Profeta(*), era l’ultima che il Profeta (*) salutava e la prima che andava a trovare al ritorno dai suoi viaggi.
“Fatimah è una parte del mio corpo –disse il Profeta *-: chi le causa un dolore è come se l’avesse causato a me”.
Dopo la sua morte Ali si risposò con altre mogli.
La seconda figlia Umm Kalthum, ebbe da Omar: Zaid e Ruqayyah.
Dopo la morte di Omar sposò ‘Aun ibn Jàfar, dopo la morte di quest’ultimo sposò il cognato Muhammad, che morì, e sposò l’altro cognato Abdullah ibn Ja ‘far. Da questi tre matrimoni non ebbe figli.
La donna morì nello stesso giorno del figlio Zaid e i due corpi furono sotterrati nello stesso cimitero.
Hassan e Husain ebbero con le loro mogli moltissimi figli.
Il Viaggio Miracoloso fino al loto del limite
Una notte mentre Muhammad (*) stava dormendo, fu svegliato da Gabriele e condotto a Gerusalemme. Nel recinto dell’Aqsa pregò Allah con Abramo, Mosè e Gesù e tutti gli altri profeti e poi ascese fino al “Sidràtu-l-muntahà” (Il loto del limite)
che si trova alla destra del trono di Allah. Muhammad (*) ebbe un colloquio con l’Altissimo che lo salutò con la frase: “Siano su di te la pace, o Profeta, la misericordia di Allah e le sue benedizioni, e sia pace su tutti i suoi servi devoti”.
Muhammad rispose con la professione di fede.
Le preghiere erano 50 al giorno, ma su suggerimento di Mosè, Muhammad chiese a Dio di diminuire il numero, finché Allah ridusse il numero a 5 preghiere al giorno.
Ecco il racconto del nostro Profeta* :
“Mentre stavo dormendo nel Hijr, venne da me Gabriele e mi scosse col piede, al che mi alzai a sedere, tuttavia non vedendo nessuno mi distesi di nuovo. Egli venne una seconda volta e poi una terza, quindi mi prese per il braccio facendomi alzare in piedi accanto a lui: mi guidò fuori dalla porta della Moschea e lì c’era un animale bianco (il Boràq o Buraq), qualcosa tra il mulo e l’asino, con ali ai fianchi, che gli servivano per muovere le zampe e ogni passo era pari alla distanza che l’occhio può abbracciare”.
Il Boràq fu usato da tutti i profeti, come vi abbiamo spiegato nella storia del Profeta Ismaele (as) usato anche dal Profeta Abramo (as). Il Boràq era un animale velocissimo, di più dei mezzi di trasporto costruiti ed usati da noi ai giorni nostri.
Il Profeta Muhammad (*) cavalcò assieme a Gabriele l’animale, ed andarono verso nord, oltre Yathrib e Khaybar, finchè raggiunsero Gerusalemme.
Lì incontrarono i Profeti Abramo, Mosè, Gesù ed altri (pace su ognuno di loro). Il Profeta (*) pregò con loro, come abbiamo già detto, e ritrovò i profeti una volta che raggiunse i sette cieli, erano diversi da come li aveva visti sulla terra, li vide nella loro realtà celeste, ed anche lui appariva diverso. Il Profeta Giuseppe (pace su di lui) aveva un volto bellissimo, la metà di tutta la bellezza esistente, ed aveva lo splendore della luna piena e rimase colpito dalla grande bellezza del profeta Aronne (pace su di lui).
Il Profeta (*) raccontò:
“Il Loto ha le radici del Trono, e segna la fine della conoscenza di ogni conoscitore, che sia un Arcangelo o un Profeta Messaggero. Tutto ciò che sta oltre è un mistero nascosto, sconosciuto a tutti, salvo che a Dio”.
“Quando il Loto fu ricoperto completamente da ciò che lo ricopre, l’occhio non vacillò, né si sviò. In verità egli (Muhammad) osservò, di tutti i segni del suo Signore, il più grande”.
(Corano An- Najm /La Stella, v. 16/1
Il nostro Profeta Muhammad (*) raccontò anche del suo colloquio con il Profeta Mosè (pace su di lui) sulle 5 preghiere:
“Al mio ritorno (dalla discesa dei sette cieli), quando arrivai a Mosè –e che buon amico egli fu per voi!- mi chiese: ‘Quante preghiere ti sono imposte?’ Risposi che erano cinquanta al giorno, al che replicò ‘La preghiera in comune è pesante, e la tua gente è debole…Ritorna dal tuo Signore e chiediGli di alleggerire il peso per te e per la tua gente’. Così tornai e chiesi al Signore di rendere il peso più leggero, ed Egli ne cancellò dieci. Quindi tornai da Mosè che mi ripeté quello che aveva detto prima, così io tornai e altre dieci vennero tolte, eccetto cinque al giorno. Allora tornai da Mosè che ancora mi chiese la stessa cosa; gli risposi: ‘Sono tornato dal mio Signore talmente tante volte e Gli ho tanto chiesto che me ne vergogno. Non tornerò più indietro’, e per questa ragione che colui che compie le 5 preghiere, con fede e fidando nella munificenza di Dio, avrà una ricompensa equivalente a cinquanta”.
Pensate, come vi ho già spiegato precedentemente, ci sono musulmani che non pregano nemmeno le 5 preghiere al giorno, perché le ritengono troppo impegnative, astaghfarallàh, cosa farebbero allora se ce ne fossero 50?
Il Profeta Muhammad (saw) sapeva benissimo che col passare del tempo l’uomo avrebbe avuto una fede più debole.
Vi ricordo che la preghiera è importantissima e di non trascurarla inshallah.
Quando il Profeta (*) ritornò alla Mecca il racconto di questo viaggio miracoloso suscitò rabbia e diffidenza verso di lui, da parte anche di molti musulmani di debole fede.
Una carovana impiega un mese per andare dalla Mecca in Siria e un altro mese per ritornare, come era possibile che il Profeta (*) impiegò, tra andata e ritorno solo una notte? Questa era la domanda che si ponevano, ma nulla è impossibile per Allah!
Un gruppo di uomini andò da Abu Bakr e disse:
“Cosa pensi ora del tuo amico? Ci ha detto che la scorsa notte è andato a Gerusalemme, vi ha pregato ed è tornato alla Mecca”.
Abu Bakr rispose:
“Se così dice allora è vero. Che c’è del resto di strano? Mi ha detto che le notizie gli vengono dal cielo alla terra in un’ora del giorno o della notte, e io so che dice il vero. E questo è ben aldilà dei vostri cervelli”.
Disse Abu Bakr le stesse parole anche in Moschea e fu in quella occasione che il Profeta (*) gli diede il nome “As-Saddiq” che significa “il veridico” o “colui che testimonia con forza la verità”.
Inizia l’era islamica Egira
Nel 622 i musulmani di Mecca iniziarono ad emigrare a Medina, la città del Profeta (*), che disse guardando la Mecca dietro di se:
“Di tutta la terra di Dio, tu sei il luogo più caro a me e a Dio, e se il mio popolo non mi avesse scacciato, io non ti avrei lasciato".
Il 16 Luglio 622 iniziò l’era islamica “Egira”, - oggi siamo nel 1429- e il Profeta (*) si stabilì nell’oasi, e vedovo di Khadija sposò Aisha, figlia di Abu Bakr.
Non solo i cristiani abbracciarono l’Islam, anche gli ebrei, come nel caso del rabbino dei Bani Qaynuqa, Husayn ibn Sallàm, che prese il nome di Abd Allah, suggerito dal Profeta Muhammad (*). Il rabbino fece la Shahada (attestazione di fede) in gran segreto davanti al Profeta (*), che lo ospitò in casa sua segretamente, fino a quando tutti avrebbero saputo della conversione del rabbino. Prima di rendere pubblica la sua conversione, il rabbino voleva sapere cosa pensava la sua gente di lui:
“Egli è il nostro capo e figlio di capo; è il nostro rabbino e uomo di cultura”, dicevano di lui.
Abd Allah andò da loro e disse:
“O ebrei, temete Dio e accettate colui che Egli vi ha inviato, perché voi sapete che quest’uomo (Muhammad*) è il Messaggero di Dio”.
La gente improvvisamente lo insultò rinnegando così le belle parole di prima.
La stessa cosa che capitò a me quando entrai nell’Islam con alcuni arabi cristiani.
Il Profeta Muhammad e Abu Bakr si erano rifugiati in una grotta del monte Thawr, a sud della Mecca, per sfuggire dai coreisciti. Al terzo giorno un gruppo di uomini
giunse davanti all’apertura della grotta, vedendo che si trovava una ragnatela molto spessa e pensando che non ci fosse nessuno decisero allora di andarsene. Allah fece costruire dal ragno la ragnatela e salvò così il Profeta e il suo compagno.
Nei primi mesi dell’Egira, i musulmani pregavano verso Gerusalemme, poi molti mesi dopo, Allah ordinò che si girassero verso la Ka’ba (Mecca).
Ci fu guerra contro gli infedeli e nel 630 Muhammad conquistò la Mecca.
Molti sono gli episodi da narrare, fra questi: la battaglia di Badr, e la battaglia di Uhud.
I musulmani erano stati attaccati ferocemente, umiliati, allora Dio fece scendere una Rivelazione dove autorizzava i musulmani a combattere per difendersi.
I musulmani erano solo 300, i loro avversari guidati da Abu Sufyàn 1000.
Il giorno 17 del mese di Ramadan, dell’anno 2 dopo l’Egira (623 d.c.), nell’oasi di Badr avvenne una battaglia tremenda, che cambiò il corso della storia, vinta dai musulmani, aiutati da Dio che ha mandato come sostegno alcune schiere di angeli, guidati dall’Arcangelo Gabriele, è così che terminò “la battaglia di Badr”.
Abù Sufyàn, che odiava Muhammad (*) e l’Islam, nonostante fosse il cugino e fratello di latte, corse da Abù Lahab e gli raccontò ciò che accadde:
“Abbiamo incontrato il nemico, gli abbiamo voltato la schiena e ci hanno messo in fuga o preso prigionieri a loro piacimento. Tuttavia non posso biasimare nessuno dei nostri perché non dovevamo affrontare solo loro, ma anche uomini vestiti di banco –gli angeli-, montati su cavalli pezzati che stavano tra il cielo e la terra, che non risparmiavano nessuno e che nessuno poteva contrastare”.
Tre avvenimenti vi abbiamo appena raccontato fondamentali per la storia dell’Islam:
1. Il Viaggio Miracoloso del nostro Profeta fino al Loto del limite
2. l’inizio dell’era islamica Egira il 16 luglio 622
3. La battaglia di Badr, vinta dai musulmani nel 623 d.c. anno 2 dell’Egira.
La seconda battaglia di Uhud fu disastrosa, ve la racconteremo la prossima volta inshallah. |
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