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Il Profeta Abramo (as) terza parte

 
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virginiafat
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MessaggioInviato: Mer 05 Dic, 2007 12:34 am    Oggetto: Il Profeta Abramo (as) terza parte Rispondi citando

Il Profeta Abramo (as) diventò adulto a 15, 16 anni ed è a quell’età che cominciò a fare Dawa. Era felice di questo, aveva acquisito molta conoscenza, meditava molto ma era triste allo stesso tempo poiché la famiglia e il popolo in cui viveva era idolatra e miscredente. Pensò a quel punto di far conoscere la verità alla gente e cominciò proprio da suo padre, poiché era anche il fabbricante delle statue.

Abramo parlò al padre con grande rispetto.
Sura Maryam (Maria) versetto dal 41 al 48:

41 Ricorda nel Libro Abramo . In verità era un veridico, un profeta.

42 Disse a suo padre: « O padre, perché adori ciò che non vede e non sente e non può proteggerti da alcunché?

43 O padre, mi è stata data una scienza che tu non hai avuto, seguimi e ti condurrò sulla retta via.

44 O padre, non adorare Satana: egli è sempre disobbediente al Compassionevole.

45 O padre, temo che ti giunga un castigo del Compassionevole e che tu divenga uno dei prossimi di Satana ».

46 Disse: « O Abramo, hai in odio i miei dei? Se non desisti, ti lapiderò. Allontanati per qualche tempo».

47 Rispose: « Pace su di te, implorerò per te il perdono del mio Signore, poiché Egli è sollecito nei miei confronti.

48 Mi allontano da voi e da ciò che adorate all'infuori di Allah. Mi rivolgo al Signore, ché certamente non sarò infelice nella mia invocazione al mio Signore»

Abramo parlò con saggezza e con tanto amore verso il padre per fargli capire l'esistenza di un Dio Unico, per fargli comprendere il puro monoteismo:
42 « O padre, perché adori ciò che non vede e non sente e non può proteggerti da alcunché?

Il Profeta aveva avuto come dono di Dio la scienza, la conoscenza che suo padre non aveva e voleva invitarlo a seguirlo sulla Retta via:

43 O padre, mi è stata data una scienza che tu non hai avuto, seguimi e ti condurrò sulla retta via.

Il padre adorava la statue, anch’esse opere di Satana. Abramo lo avvisò e cercò di fargli comprendere la disobbedienza di Satana il maledetto, verso Dio.

44 O padre, non adorare Satana: egli è sempre disobbediente al Compassionevole.

Temeva il castigo da parte di Iddio L'Altissimo verso il padre e che sarebbe diventato seguace di Satana. Il castigo del Compassionevole, Colui che ha amore e misericordia per le sue creature.

45 O padre, temo che ti giunga un castigo del Compassionevole e che tu divenga uno dei prossimi di Satana

In questi versetti il Profeta Abramo (as) parla con grandissimo amore e rispetto per il padre, la prima parola che dice al padre per ben 4 volte è "O padre mio", c’è preoccupazione in queste parole, dolcezza, gentilezza, rispetto tra padre e figlio e questo deve essere sempre un insegnamento, un esempio per la gente.

E il padre cosa rispose?

46 « O Abramo, hai in odio i miei dei? Se non desisti, ti lapiderò. Allontanati per qualche tempo».

Fu una risposta durissima per il figlio. Il padre lo minacciò dicendogli che se non avrebbe smesso l'avrebbe lapidato. Abramo a questo punto come rispose al padre, con rabbia?

No, rispose con saggezza.

47 « Pace su di te, implorerò per te il perdono del mio Signore, poiché Egli è sollecito nei miei confronti.

La sua fede era forte verso Dio, amore Vero verso il suo Creatore.
Abramo nonostante la risposta del padre, non smise di amarlo e di invocare perdono per lui.

È un insegnamento per tutti noi, per la gente che si converte all'Islam per esempio, dobbiamo avere rispetto e amore verso i genitori anche se non sono musulmani e portare tanta pazienza.

Il Profeta Abramo è un esempio non solo per i convertiti all'Islam, anche per tutti coloro che sono sempre stati musulmani, riflettete fratelli e sorelle.

48 Disse: Mi allontano da voi e da ciò che adorate all'infuori di Allah. Mi rivolgo al Signore, ché certamente non sarò infelice nella mia invocazione al mio Signore»

Il padre disse al figlio Abramo di allontanarsi per qualche tempo e il figlio come rispose? "Mi allontano da voi" una risposta rispettosa verso il padre, quel "voi" non è per la gente bensì per il padre. Il figlio si rivolgeva verso il padre usando il "voi" con rispetto come quando disse "e da ciò che voi adorate".

Sura Al Anbiyà (I Profeti) dal v. 52 al 57

52 Quando disse a suo padre e alla sua gente: « Cosa sono queste statue in cui credete?»

Abramo a quel punto non insistette con il padre per convincerlo, andò così verso il popolo per far capire la verità.

Quando il Profeta Abramo disse "Cosa sono queste statue in cui credete?"
Quale fu la risposta del popolo?
53 Risposero: « Trovammo i nostri avi che le adoravano».

Risposero così solo perché era la loro tradizione, senza usare logica, intelletto, allora il Profeta Abramo si arrabbiò per la loro risposta e disse:

54 « Certo siete stati nell'errore più palese, voi e i vostri avi».

Quella risposta irritò il Profeta Abramo.

E domandarono senza alcun rispetto:
55 « Sei venuto con la Verità o stai scherzando?»

Erano increduli, si prendevano gioco di lui.
Come ci saremmo comportati se questo fosse accaduto ad uno di noi? Avremmo perso sicuramente la pazienza, il Profeta invece rispose con fermezza e grande maturità con una risposta fortissima, sapete cosa rispose?

56 Disse: « Certo che no! Il vostro Signore è il Signore dei cieli e della terra, è Lui che li ha creati e io sono tra coloro che lo attestano.

La sua intenzione era di far capire alla gente di non credere alle statue create da loro stessi, ma in Dio, lui non parlava al popolo di falsità, stava portando la testimonianza di un Dio Unico, creatore dell'Universo. Credeva in Dio senza averlo visto, aveva la certezza della Sua esistenza, possedeva la fede.

Aveva riflettuto sull'esistenza di Allah (swa), usava la logica, la ragione. Era saggio e maturo, un caso rarissimo per un giovane della sua età, aveva circa 16 anni. Fece testimonianza dell’esistenza di Iddio L’Altissimo. Questo è il massimo della fede.

57 Disse: E [giuro] per Allah che tramerò contro i vostri idoli non appena volterete le spalle!»

In questo versetto c'è l'amore verso Dio, vuole far capire alle persone che le statue non possono fare nulla, né bene, né male. Cominciò a pensare ad un piano per

distruggerle. Aspettò un momento in cui poteva rimanere solo. Si ricordò della festa annuale fuori città dove tutti si recavano, tranne lui, che in quel momento preferì rimanere solo.
Il padre gli chiese di andare alla festa e lui disse "Sono malato".

Sura As-Sâffât (I Ranghi) dal v. 88 al 93
88 Gettò poi uno sguardo agli astri,


89 e disse: « Sono malato»

Questo versetto in arabo significa "fakala inni saqìm" che ha due significati: "malattia" e "malattia dello stato d'animo" ed è quello che intendeva lui, non associare ad Allah le statue, era stanco di loro dal vederli associare Dio a qualcos'altro.

90 Gli voltarono le spalle e se ne andarono.

Andarono tutti via per festeggiare, appena se ne andarono Abramo si diresse subito verso le statue che le trovò con tante offerte da parte della gente e disse:

91 «Non mangiate dunque ?

92 Che avete, perché non parlate?».

E le distrusse con tutta la sua forza, come dice il versetto 93:
93 Poi li colpì con la mano destra.

Sura Al Anbiyà dal v. 58 al 68:
58 E infatti li ridusse in briciole, eccetto il più grande, affinché si rivolgessero ad esso .

Abramo le distrusse con tutta la forza, con rabbia e saggezza, usò l'ascia lasciando intatta quella più grande. Se quei dei fossero state vere divinità (cosa impossibile) non avrebbero permesso di farsi distruggere da un uomo come Abramo. A questo avrebbe dovuto pensare la gente, ed invece?

59 Dissero: « Chi ha fatto questo ai nostri dèi è certo un iniquo!»

Se fosse gente d'intelletto non avrebbe parlato in questo modo.

60 Disse [qualcuno di loro]: « Abbiamo sentito un giovane che li disprezzava: si chiama Abramo».
61 Dissero: «Conducetelo al loro cospetto affinché possano testimoniare» .

Un intero popolo contro un giovane Abramo, forte come un’intera comunità. Lo presero con forza, volevano umiliarlo davanti agli altri.

62 Dissero: « O Abramo, sei stato tu a far questo ai nostri dèi?».

Lo interrogarono, qualcun altro al posto suo avrebbe tremato dal terrore. Sarebbe scoppiato in lacrime per disperazione e per evitare la tragedia avrebbe chiesto in ginocchio perdono. Lui no, aveva la fede nel cuore e il coraggio, sapete cosa rispose di fronte alla loro domanda?

63 Disse: « E' il più grande di loro che lo ha fatto. Interrogateli, se possono parlare!».

Aveva lasciato intatta la divinità più grande con l'ascia sulla spalla, come se lei stessa avesse distrutto le altre statue, questo per far riflettere.

64 Si avvidero del loro imbarazzo e dissero tra loro: «Davvero siete stati ingiusti» .

Si trovarono in difficoltà di fronte a ciò, pensarono "Forse ha ragione", la parola di Abramo fece in quel momento effetto sulla gente. Durò solo un attimo.

65 Fecero un voltafaccia [e dissero]: «Ben sai che essi non parlano!» .

Tornarono sui loro passi però ammisero che le statue non parlano.

Rispose con coraggio e con tutto l'amore di Dio:
66 « Adorate all'infuori di Allah qualcuno che non vi giova e non vi nuoce?

E disse con rabbia:

67 Vergognatevi di voi stessi e di ciò che adorate all'infuori di Allah! Non ragionate dunque?

La gente al contrario di Abramo non usava la ragione, la logica, questa era pura idolatria. In quel momento non riuscivano a parlare con Abramo perché lui poteva parlare meglio di loro, aveva conoscenza, saggezza, possedeva la Verità e la luce di Dio. Aveva quasi 16 anni, pensate a quell'età così giovane conosceva tutte queste cose, di più di un'intera comunità.

68 Dissero: « Bruciatelo e andate in aiuto dei vostri dèi, se siete [in grado] di farlo ».

Dalle parole passarono ai fatti, temevano le parole di Abramo, lo legarono e l'unica cosa che potevano fare in quel momento invece di ascoltarlo e dargli ragione era di bruciarlo vivo.

Sura Assafàt

97 Risposero: « Costruite un forno e gettatelo nella fornace!».


Secondo alcune fonti per costruire una montagna di fuoco impiegarono circa 4 mesi per raccogliere la legna. Tutto questo fuori città, nel deserto, poichè temevano disastri, lo accesero, era un fuoco incredibile, quando passavano sopra gli uccelli, questi si bruciavano immediatamente, talmente le fiamme erano altissime. Chiesero un volontario per gettare Abramo nel fuoco, nessuno si fece avanti. Era molto pericoloso, chiunque si sarebbe bruciato. Trovarono una soluzione, lo lanciarono da lontano con un macchinario fabbricato da loro stessi. Prima di essere lanciato Abramo continuava a fare invocazione contro i suoi nemici:
“Hasbuna Allahu wa Na’m al Wakil”
che significa:
“Allah ci basta ed Egli è il Migliore mediatore”.

Dio L’Altissimo è il Potente, Creatore di tutte le cose, Disse:

Sura Al-Anbiyâ' (I Profeti) v. 69, 70

69 « Fuoco, sii frescura e pace per Abramo» .

Fece in modo che il fuoco non bruciasse il Profeta. Abramo con il volere di Iddio L’altissimo non morì, si salvò. Il fuoco diventò frescura e pace. Perché Pace? In questo modo il freddo non lo fece morire, ecco perché, se non avesse detto questa parola sarebbe morto di freddo.

Bruciò soltanto la corda che teneva legato Abramo. Rimase nel fuoco circa 3 giorni.

Secondo alcune fonti il Profeta Abramo disse “i migliori giorni e notti per me sono quando stavo nel fuoco”.

Il popolo pensava di vincere, di vendicarsi, in questo modo perse.

Allah (swa) disse:
70 Tramarono contro di lui, ma facemmo sì che fossero loro i perdenti.

La gente non credeva di fronte anche a questo Segno, solo una persona credeva, sapete chi?

Loth (as) che era fra il popolo di Abramo.

La gente parlava del Miracolo, anche la gente vicino al paese. C'era un re dittatore, (Nemrud, re di Babilonia, Iraq) superbo, ed ingiusto che aveva sentito del Miracolo e di Abramo, volle conoscerlo. Abramo andò da lui per fermare questa miscredenza. Il re credeva di essere forte, un dio.


Sura Al-Baqara (La Giovenca) v. 258
258 Non hai visto colui che per il fatto che Allah lo aveva fatto re, discuteva con Abramo a proposito del suo Signore ? Quando Abramo disse:"Il mio Signore è Colui che dà la vita e la morte", rispose [l'altro]: "Sono io che dò la vita e la morte!". E Abramo disse: "Allah fa sorgere il sole da Oriente, fallo nascere da Occidente". Restò confuso il miscredente: Allah non guida i popoli che prevaricano.
Il re quando disse "Sono io che dò la vita e la morte!". Non intendeva far morire e resuscitare le persone, il suo modo era diverso, sapete come? Prendeva due persone, uccideva una e lasciava in vita l'altra. Così lui pensava fosse sufficiente per dire che dava la vita e la morte. Il re non poteva far resuscitare, solo Allah (swa) Può. Il sole sorge da Oriente, Abramo chiese al re di farlo nascere ad Occidente. Il miscredente rimase senza parole, non poteva.

Il re non gli chiese nemmeno la spiegazione del Miracolo, come fece a sopravvivere dal fuoco, gli disse di andarsene.

Abramo se ne andò con sua moglie Sara e Loth in Shaàm, in Siria al confine della Palestina. Sara era di una bellezza indescrivibile, la sua bellezza era inferiore solo a quella di Eva, la donna più bella del creato. Abramo andò a vivere fra il popolo di Hiràn che adorava le stelle.
Sura Al-An'âm (Il Bestiame) dal 75 al 78
75 Così mostrammo ad Abramo il regno dei cieli e della terra, affinché fosse tra coloro che credono con fermezza.
Allah (swa) mostrò ad Abramo la sua creazione, i cieli e la terra. Abramo vide più di quanto noi potremmo vedere oggi con un telescopio.

Tutte le notti il popolo andava a vedere le stelle per adorarle.

Una notte Abramo (as) si recò con loro, la sua intenzione era quella di far riflettere la gente su ciò che stava adorando. Uno di loro scelse una stella, Abramo scelse invece un astro, più grande e luminoso della stella.
76 Quando la notte l'avvolse, vide una stella e disse: «Ecco il mio Signore! » Poi quando essa tramontò disse:« Non amo quelli che tramontano».
Abramo disse vedendo l'astro:
"Questo è il mio Signore" lo disse solo per dimostrare che c'è qualcosa di più grande, quando l'astro tramontò disse "non mi piace ciò che tramonta, questo non è il mio Signore".

Poi tornò la notte successiva con loro e vide la luna.
77 Quando osservò la luna che sorgeva , disse: «Ecco il mio Signore!». Quando poi tramontò, disse: «Se il mio Signore non mi guida sarò certamente tra coloro che si perdono!».

Abramo scelse la luna, più grande, più bella e luminoso dell'astro, ma quando tramontò disse subito che se Dio non l'avesse guidato si sarebbe perso.

Disse "Ma se Dio sparisce adesso come faccio di giorno se ho bisogno di Lui?" e fece subito l'invocazione
«Se il mio Signore non mi guida sarò certamente tra coloro che si perdono!».
E convinse il popolo di andare con lui di giorno per vedere il sole
78 Quando poi vide il sole che sorgeva, disse:« Ecco il mio Signore, ecco il più grande!» . Quando poi tramontò disse : « O popol mio, io rinnego ciò che associate ad Allah!
Il sole è il più grande e splendete ma tramonta, questa è la dimostrazione che persino il sole, che è creato da Dio tramonta. C'è Qualcuno più grande del sole, ed è Dio. Abramo rinnegò davanti a loro tutto ciò che il popolo associava a Dio. Lo fece per far riflettere la gente, a non adorare le stelle, la luna, il sole che, seppur grandi, luminosi e splendenti tramontano, perché non sono il vero Dio, sono state create da Iddio L'Altissimo. Allah è Al- Baqi (L’Eterno) Al Muta ‘aliy (Colui che è cosciente di essere l’Altissimo), As-Samad (L’Assoluto, L’Eterno, L’Impenetrabile, Colui verso il Quale tendono tutte le creature).

Abramo disse:
In verità, Allah è vivo e non muore.
In verità, Allah è eterno e non tramonta.
In verità, Allah è Onnipotente nessuna cosa può superarlo.
Le stelle sono deboli e l’alba le vince.
La luna è debole, il sole la vince.
Il sole è debole, lo vince la notte e lo vincono le nuvole.
E non mi soccorrerà la stella, perché essa è debole.
Non mi soccorrerà la luna, perché essa è debole.
Non mi soccorrerà il sole perché esso è debole.
Mi soccorrerà Allah.
Perché Egli è il vivente che non muore.
E’ l’eterno, che non tramonta.
E’ l’Onnipotente che da nulla è vinto!”.


Sura Fussilat ("Esposti chiaramente") v. 37

37 La notte e il giorno, il sole e la luna sono fra i Suoi segni: non prosternatevi davanti al sole o davanti alla luna, ma prosternatevi davanti ad Allah che li ha creati, se è Lui che adorate .

Sura Al-An'âm (Il Bestiame) dal v. 79 al 83
79 In tutta sincerità rivolgo il mio volto verso Colui che ha creato i cieli e la terra : e non sono tra coloro che associano».
80 La sua gente argomentò contro di lui, ma egli disse: «Volete polemizzare con me in merito ad Allah, quando è Lui che mi ha guidato? E non temo affatto i soci che Gli attribuite, ma [temo solo] ciò che vorrà il mio Signore. Il mio Signore abbraccia tutte le cose nella Sua scienza. Non rifletterete dunque?
81 Come potrei temere i soci che Gli attribuite, quando voi non temete di associare ad Allah coloro riguardo ai quali non vi ha fatto scendere nessuna autorità? Quale dei due partiti è più nel giusto , [ditelo] se lo sapete.
82 Coloro che hanno creduto e non ammantano di iniquità la loro fede, ecco a chi spetta l'immunità; essi sono i ben guidati.
83 Questo è l'argomento che fornimmo ad Abramo contro la sua gente. Noi eleviamo il livello di chi vogliamo. Il tuo Signore è saggio, sapiente.
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