virginiafat Site Admin
Registrato: 07/10/07 06:23 Messaggi: 156 Località: milano
|
Inviato: Ven 09 Mag, 2008 11:01 pm Oggetto: Il Profeta Muhammad (saw) prima parte |
|
|
“Nei confronti dei Profeti miei predecessori, sono come un mattone mancante da una casa che qualcuno ha costruito e rifinito.
I visitatori contemplando la bellezza dell’edificio direbbero:
‘Peccato! Perché non hanno messo quel mattone?’.
Bene, io sono quel mattone! Sono il Sigillo dei Profeti”.
Disse Il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui)
Lo ha trasmesso Bukhari e Muslim
Vi abbiamo raccontato precedentemente le storie dei 24 profeti che precedettero il nostro Profeta Muhammad (saw)
Vi ricordiamo:
Adamo (Adam) il padre dell’umanità
Idrìs lo studioso, poiché studiava sempre i fogli Divini di Adamo e Shìs
Noè (Nuh) e il Diluvio Universale
Hud il primo Profeta arabo
Salih e il Miracolo della cammella
Abramo (Ibrahìm) il padre dei profeti e l’amico intimo di Allah (swa)
Ismaele (Esmaìl) il figlio del sacrificio
Isacco (Isahq) che costruì “Bàytu l-Màqdis”, la moschea al-Aqsa.
Loth inviato al popolo fornicatore dei Sodomiti
Giacobbe (Yaqub) soprannominato “Israìl”, Servo di Dio, dai suoi figli discesero le 12 tribù
Giuseppe (Yusuf), timorato e paziente, il migliore degli uomini
Giobbe (Ayubb) il Simbolo della pazienza
Jetro (Shuayb) e il cataclisma
Mosè (Musa) e la Torah
Aronne (Harùn) inviato assieme a Mosè per liberare i figli d’Israele
Dhu’l- kifl che faceva il doppio lavoro dei Profeti dei suoi tempi
Davide (Dawud) e il Salterio (Zabùr)
Salomone (Sulaiman) sapiente e paziente
Giona (Yunus) altruista, offrì se stesso, è l’uomo del pesce
Elia (Ilyas) inviato al popolo adoratore di Baal
Eliseo (Alyas’a) che seguì gli insegnamenti e le regole di suo cugino Elia
Zaccaria (Zakrya) che si prese cura della giovane Maria madre del Messia
Giovanni Battista (Yahia) il casto e nobile
Gesù (Aissa) il Messia inviato da Iddio l’Altissimo con il Vangelo
Pace su ognuno di loro
Ne manca uno in questa lunga lista, il 25esimo, l’Ultimo dei Profeti, l’Inviato da Iddio L’Altissimo con l’Ultimo e definitivo Messaggio Divino (il Sacro Corano)
Vi stiamo parlando del Profeta Muhammad, noto in Occidente con il nome di Maometto, Mahomett.
Chi è Muhammad?
Non certo la persona descritta in modo distorto dai più disinformati, appartenenti al mondo occidentale laico.
Non certo quel guerriero politico, scaltro ed astuto che ha saputo in poco tempo costruire un’enorme Nazione islamica composta da migliaia e migliaia di seguaci sparsi in tutto il mondo, denominati islamici e ancor prima “maomettani”.
Parole negative ed inutili sono state sprecate sul suo conto, parole infamanti e pesanti che non sto qui ad elencare per mancanza di tempo e perché non le ritengo importanti.
Se volete conoscere Muhammad leggete la sua Storia da fonti islamiche, i suoi Detti (Hadith), andate a Medina –aperta ai musulmani-, nella città dove visse e fu sepolto. Lì, nella Grande Moschea del Profeta a Medina si trova la sua tomba, a fianco a quella dei suoi fidati e amati compagni Abu Bakr e Omar (che Dio sia compiaciuto di loro). Fratelli e sorelle visitate Medina e soprattutto Mecca, dove nacque, lì si trova anche Jabbal an-Nur, l’altissima montagna sulla quale il Profeta ebbe nella grotta Hirà la Rivelazione del Corano. E soprattutto proverete una grande emozione alla vista della Kabah, dove tutti i profeti invocarono Iddio L’Altissimo.
Se chiedete a un NON musulmano chi è Muhammad non saprà rispondervi in modo giusto, salvo un paio di cose.
Loro lo sanno che il nostro Profeta era stato anticipato proprio nei loro libri?
Quali? Vi chiederanno.
Lo sa l’indù ad esempio che proprio il Kalki Avatar nel loro libro dei Veda non è altri che il Profeta Muhammad?
Dite di rileggersi l’Atharva Veda e i Mantra e troverà più spiegazioni, come vi ho raccontato mesi fa nella mia lezione dal titolo “Perchè credere in Muhammad?” con la registrazione negli archivi di questo sito.
Lo sa l’ebreo ed anche il cristiano che Mosè in Deuteronomio 18, v. 18- 19 parla proprio di Muhammad?
Ed anche in altre parti della Bibbia come in Isaia 42, v. 4 e Isaia 28 v. 11
Dite a loro che il Shiloh annunciato dal Profeta Giacobbe in Genesi 49 v. 1/10 non è altri che Muhammad (saw)
E lo sa il cristiano che lo Spirito, detto anche Paracleto, detto anche Consolatore nel Vangelo di Giovanni 16, dal versetto 7 al 14 è il nostro Profeta Muhammad (saw)?
Non dico di leggergli l’intero Vangelo di Barnaba al quale forse non crederà perchè è apocrifo, non riconosciuto dal Vaticano, e nemmeno la Sura As- Saff “I Ranghi serrati” v. 6 del Corano, dico solo di leggere i libri da loro riconosciuti e venerati.
E diranno “Interpretazioni! Voi leggete fra le righe il nome del vostro Profeta Muhammad ma in realtà il versetto si riferisce a qualcun altro” e troveranno altre scuse per giustificare le loro fonti.
Ve bene, credete a ciò che volete però non dite di conoscere il Profeta dei musulmani quando in realtà sapete ben poco. Non tentate nemmeno di spiegare la sua storia se non la conoscete in modo approfondito e non siete musulmani.
Volete spiegarla lo stesso? Allora leggete il Corano tradotto dai musulmani e i libri scritti da noi. Le altre fonti sono attendibili, non corrette. Come dire...diffidate delle imitazioni.
La nascita di Muhammad (*)
Le prime generazioni dei discendenti di Ismaele (pace su di lui), praticavano la Religione di Abramo e di Ismaele (pace su di loro) : l’Islam. Con il passar del tempo la gente ritornò all’idolatria ed avevano costruito attorno alla Ka’bah altre divinità (360 idoli), la Mecca ormai era diventata un luogo di idolatria e di commercio.
Allora il vice re dello Yemen (Abrahah), decise di demolire la Nobile Ka’bah e di cambiare il luogo dove fare il pellegrinaggio: a Sanà, capitale dello Yemen, dove lui aveva fatto costruire una basilica.
Allah non glie lo permise. Abrahah, marciò dallo Yemen fino alla Mecca con un’armata dotata di elefanti da guerra, ed Allah mandò stormi di uccelli contro Abrahah e i suoi, che si trovarono investiti da una pioggia di pietre, e morirono tutti.
Tutto questo avvenne nell’anno in cui è nato Muhammad (* pace e benedizione su di lui).
Molti anni dopo i musulmani distrussero gli idoli fabbricati, per pregare l’unico vero Dio (Allah).
“Non hai visto come agì il tuo Signore con quelli dell’elefante? Non fece fallire le loro astuzie? Mandò contro di loro stormi di uccelli lancianti su di loro pietre di argilla indurita. Li ridusse come pula svuotata”.
(Sura Al Fìl/ L’Elefante, V. 1/5)
Muhammad ibn Abdallah ibn Abd El Muttalib (*pace e benedizione su di lui) nacque nel 570 (o 571) d.c. da Abdullah ben Abdu-l-Muttalib e da Amina bintu Uahb (morta nel 576). Il padre Abdullah, del clan Hascimiti, della tribù dei Coreisciti, morì alcuni mesi prima che Muhammad (*) vedesse la luce.
Di Muhammad (*) bambino si conosce poco. Attingendo dalle fonti più antiche, Aminah era consapevole di aspettare un bambino, che da grande avrebbe avuto un ruolo fondamentale per il genere umano.
Sapeva Aminah (che Dio sia compiaciuto di lei) di avere in sé una luce, che un giorno brillò così forte, che la donna vide i castelli di Bostra in Siria.
Sentì una voce:
“Tu porti in grembo il signore di questo popolo, e quando sarà nato dirai: ‘io lo pongo sotto la protezione dell’Unico, contro il male di ogni invidioso’; quindi gli darai il nome di Muhammad”.
Il Sigillo dei Profeti “Khàtem al-anbiyà” disse da adulto:
“Il mio nome sulla terra è Muhammad, in cielo Ahmad”(*).
Il nome significa “Molto lodato” e fra questi, c’è il nome “Moustafa”, “Mahmoud” , “Ta-Ha” e molti altri.
Il nonno Abdul Muttalib (che Dio sia compiaciuto di lui) amava moltissimo Muhammad (*) che lo portò al Santuario e nella Casa di Dio per ringraziare Iddio l’Altissimo nostro Signore.
Lo difendeva sempre e diceva:
“Lasciate stare mio figlio -anche se lui era il nipote, importante come un figlio-. Perché in nome di Dio, il suo sarà un grande futuro”.
Abdul Muttalib era molto buono e generoso, ed era Hanìf (puro credente) non pregava mai gli dei, come la maggior parte degli arabi di quei tempi, e trasmise questo anche al figlio Abdullah (che Dio sia compiaciuto di lui) e al nipote Muhammad (*).
Anche Abdullah pregava sempre ed aveva un buon carattere.
Secondo le fonti antiche Allah scelse Abdul Muttalib, proprio il nonno del nostro Profeta (*) per scavare il pozzo di Zamzam, che si trova alla Mecca, dove scaturì l’acqua un tempo per Hajar e il figlio Ismaele (pace su di lui). Il pozzo era ormai completamente ricoperto e si trovava in un luogo pieno di dei, scavarlo per gli idolatri era un sacrilegio, ma Abdul Muttalib assieme al figlio Harith non si fermò, scavò il pozzo fino al punto di liberarlo da tutti i tesori ed altre cose.
Fece questo dopo aver udito nel sonno, per ben quattro notti di seguito, la stessa voce. L’ultimo sogno fu un ordine:
“Scava Zamzam. Scavalo e non te ne pentirai perché è la tua eredità, proveniente dal tuo più grande antenato. Esso non si seccherà mai, né mancherà di bagnare tutte le gole dei pellegrini”.
L’acqua di Zam-zam è davvero fresca, leggera e curativa. Alla Mecca ed anche a Medina l’ho bevuta diverse volte, non potete immaginare –se non l’avete provata- la sensazione che ho provato, non riuscivo mai a smettere di berla. Portavo sempre con me in giro una bottiglia per dissetarmi e poi mi ha curato alcune malattie, sobhanallah. Mi manca molto l’acqua di Zam-zam.
Vi avevo raccontato parlandovi della storia del Profeta Abramo (as) del tragitto di Hajar tra le colline di Safa e Marwa per cercare l’acqua per il figlio Ismaele (as). Ebbene, solo adesso che ho vissuto quell’esperienza posso raccontarvi cosa si prova facendo quel tragitto. Immagino la fatica di Hajar per i 7 giri tra Safa e Marwa, se è stata una fatica per me personalmente proviamo ad immaginare per la donna, sobhnallah, che Dio le renda merito. Quel lungo percorso a piedi nudi non è roba da poco.
La giovinezza di Muhammad (*)
Ancora bambino, Muhammad (*), viveva presso i Bani Sa’d nel deserto, ed accadde una cosa:
“Vennero due uomini vestiti di bianco, -raccontò il Profeta-, avevano una bacinella d’oro colma di neve. Si chinarono su di me, aprirono il mio petto e ne estrassero il cuore. Da esso trassero un grumo nero che gettarono via, quindi lavarono il cuore e il petto con neve”.
Questo fatto è narrato nel Sacro Corano:
“Non ti abbiamo forse aperto il petto e non ti abbiamo sbarazzato del fardello che gravava sulle tue spalle?”.
(Sura Ash- Sharh/ L’Apertura, V. 1/3)
Secondo le fonti più antiche Halimah –che si prese cura di Muhammad (*) quando era bambino ed orfano di padre, la madre era ancora in vita- raccontò ciò che avvenne:
“Un giorno, parecchi mesi dopo il ritorno, mentre con suo fratello e alcuni nostri agnelli (Muhammad) se ne stava dietro le nostre tende, il fratello tornò di corsa da noi dicendo: ‘Quel mio fratello quraysh! Due uomini vestiti di bianco lo hanno preso, disteso a terra, gli hanno aperto il petto immergendovi poi le loro mani’. Io e suo padre corremmo da lui e lo trovammo in piedi, ma il suo viso era molto pallido; ce lo prendemmo vicino e gli domandammo: ‘Cosa ti è successo, figlio mio?’ Egli rispose: ‘Due uomini vestiti di bianco sono venuti, mi hanno steso a terra, mi hanno aperto il petto e vi hanno cercato qualcosa che non conosco’.”
Halimah riconsegnò il piccolo Muhammad (*) alla madre che si fece raccontare ciò che accadde, saputa la cosa Aminah disse:
“Grandi cose sono in serbo per mio figlio”.
Il nostro Profeta Muhammad (*) raccontò in seguito:
“Satana tocca ogni figlio di Adamo (ogni uomo) il giorno in cui la madre lo partorisce; tranne nel caso di Maria e di suo figlio”.
Solo l’intervento degli “uomini vestiti di bianco” , - che sarebbero gli Angeli- rese Muhammad (*) puro.
Il piccolo orfano di padre e di madre fu affidato al nonno paterno Abdul Muttalib ben Hascim, che morì nel 578.
Muhammad (*) fu così affidato allo zio Abu Talib -mai convertito all’Islam-.
Muhammad (*) era orfano:
“Non ti ha trovato (Allah) orfano e ti ha dato rifugio?
Non ti ha trovato smarrito e ti ha dato la guida?
Non ti ha trovato povero e ti ha arricchito?”.
(Sura Ad- Duhà/ La luce del mattino, V. 6/
Tutti i profeti erano semplici ed umili.
L’Inviato di Allah disse:
“I poveri precederanno in Paradiso i ricchi di 500 anni”.
da Abu Hurayra
Lo zio lo portava spesso con se nei suoi viaggio, ed un giorno gli fece conoscere il Monaco Boheira (o Bahirà).
Boheira conosceva molto bene gli antichi manoscritti e fu colpito dall’arrivo di Abu Talib, preceduto da un segno: una piccola nuvola bassa che si muoveva lentamente sulle teste dei viaggiatori, e si fermava quando questi cessavano di muoversi.
I viaggiatori -compreso Abu Talib e suo nipote Muhammad *, che aveva all’epoca 9 o 12 anni-, si fermarono proprio sotto ad un albero, e la nuvola si trovava proprio sopra di loro.
Boheira capii subito che fra quei viaggiatori si trovava un Profeta, il Profeta tanto atteso, il Sigillo dei Profeti!
I viaggiatori si avvicinarono a Boheira, ma lasciarono Muhammad (*) indietro a sorvegliare i cammelli e la loro roba. Boheira scrutò i volti dei viaggiatori, per identificare il Profeta tanto atteso, ma nessuno di loro aveva le caratteristiche del Sigillo dei Profeti, che Boheira –essendo una persona che aveva studiato molto i Testi- conosceva benissimo.
Boheira chiese:
“Non c’è nessuno che sia rimasto indietro?”, risposero “solo un ragazzo, il più giovane di tutti noi”, e Boheira “Non trattatelo così, fatelo venire qui, che sia presente al nostro pasto”.
Andarono a prendere Muhammad (*). Bastò per Boheira solo un’occhiata per capire di aver trovato colui che cercava, ma prima gli fece delle domande in privato, gli chiese di farsi raccontare la sua storia, il suo sonno e di poter vedere la sua schiena. Per quale motivo?
Solo il Profeta tanto atteso poteva avere un segno in mezzo alla schiena, tra le spalle; una piccola ma distinta area ovale nella quale la carne era leggermente rialzata, come se fosse stata prodotta dall’impronta di una piccola coppa di vetro, presente sin dalla nascita.
Ed era ciò che il nostro Profeta aveva! Soltanto lui.
Boheira non avevo più alcun dubbio, era lui il Sigillo dei Profeti (*) e disse allo zio:
“Riporta a casa il ragazzo e proteggilo dagli ebrei, perché, per Dio, se lo vedono e sanno di lui ciò che io so, complotteranno contro di lui. Grandi cose sono in serbo per questo figlio di tuo fratello”.
Boheira sapeva anche che il futuro Profeta (*) era orfano, chiese prima allo zio il suo grado di parentela con il ragazzo, ma Abu Talib disse di essere il padre. Boheira capì subito che mentiva, poi Abu Talib affermò di non essere il padre ma lo zio e disse così la verità.
Ma com’era il carattere di Muhammad(*)?
In tutta la sua vita è sempre stato dolce, generoso, coraggioso, forte, pratico nel tiro dell’arco, e tutte le caratteristiche per diventare un ottimo arciere, come i profeti Abramo e Ismaele (pace su di loro), suoi grandi antenati.
Inoltre amava molto i bambini e giocava spesso con loro.
Muhammad(*) ormai era un giovane uomo e viaggiava spesso. Si recò a Bostra assieme al giovane servo Mayasarah che raccontò in seguito che il Profeta (*) fu notato dal monaco Nestor, che chiese a Mayasarah:
“Chi è l’uomo che sta sotto quell’albero?”
Mayasarah rispose:
“E’ un Quraysh (coreiscita), gente che ha in custodia il Santuario”
Nestor replicò:
“Niente di meno che un Profeta è seduto sotto quell’albero”.
Il Profeta Giacobbe (pace su di lui) disse:
“Radunatevi –rivolgendosi ai figli- affinché possa dirvi ciò che accadrà negli ultimi giorni…
Lo scettro non sarà allontanato dai Giudei, né un legislatore uscirà dai suoi piedi, finché non arriverà Shiloh; e intorno a lui sarà il raduno delle genti”.
(Bibbia, Genesi 49, v. 1/10)
Shiloh non è altri che il Profeta Muhammad (*)
Pensate fratelli e sorelle, sin dalla nascita Iddio L’Altissimo rese evidente agli occhi della gente che Muhammad (saw) non era una persona comune come tutte le altre, era un Profeta, un Messaggero di Dio, ancora di più…Il Sigillo dei Profeti.
1. Due angeli vestiti di bianco estrassero il grumo nero dal petto di Muhammad (saw) ancora bambino, che lo rese puro.
2. La piccola nuvola bassa che di muoveva sopra Muhammad e notata da Boheira
3. Il segno in mezzo alla schiena, tra le spalle presente sin dalla nascita, che solo il Sigillo dei Profeti poteva avere.
4. Nestor capì subito che l’uomo seduto sotto all’albero non era che un Profeta, il Messaggero di Iddio L’Altissimo, Sayedna Muhammad (saw)
Proseguiamo con la storia.
La prima moglie Khadija
Da ragazzo Muhammad (*) era un cammelliere, in seguito fu al servizio della vedova Khadija (Khadijatul-kubra) che aveva un’azienda commerciale alla Mecca, e che si innamorò di lui. Saputa questa cosa Muhammad (*) la chiese in moglie. Fu la sua prima moglie, Muhammad (*) aveva 25 anni e Khadija (che Dio sia compiaciuto di lei) era sulla quarantina.
Secondo alcune fonti antiche, Muhammad (*) a 25 anni era di corporatura snella, di statura media, spalle larghe, capelli e barba folti, neri ed ondulati. I capelli erano della stessa lunghezza (media) della barba, ed aveva occhi grandi e neri. La pelle era chiara, anche se abbronzata dal sole. I baffi non scendevano mai sul labbro superiore, erano ben curati e nel suo volto c’era una luce particolare. Era diverso dalle altre persone, già si poteva notare questa cosa.
Dal matrimonio nacquero 6 figli:
i due maschi Qàsim e Abdullah (detto Tayyib e Taher) che morirono in tenera età- e le quattro femmine
Ruqàyyab, Zàynab, Umm Kulthum e Fatima.
Il terzo figlio si chiamava Ibrahìm, avuto da una delle ultime mogli del Profeta (*), Maria la copta (che Dio sia compiaciuto di lei). Ibrahìm nacque a Medina nell’ottavo anno dopo l’Egira e morì il decimo anno dell’Egira quando aveva solo 18 mesi.
Dal matrimonio, Khadija si ritirò dall’attività commerciale per dedicarsi al marito ed in seguito anche ai figli.
Prima di sposarsi con Muhammad (*), la donna sposò ‘Atiq ibn Aiz, ed ebbe da lui una figlia di nome Hind, che in seguito abbracciò l’Islam ed ebbe molti figli. Alla morte di ‘Atiq, Khadija sposò Abu Halah ed ebbe da lui due figli: Hind e Halah. Anche Abu Halah morì e così Khadija accettò di sposare Muhammad (*), per lei fu il terzo marito.
La prima Rivelazione del Corano
Muhammad (*) è sempre stato contrario all’idolatria, alla violenza, all’ingiustizia, proprio come gli altri profeti che lo precedettero, ed ha trasmesso questo ai figli. Al contrario di molti altri che vivevano nel suo ambiente, non pregava mai gli dei, non si prosternava davanti a loro. Una volta entrato in età matura, a 40 anni, incominciò ad isolarsi per riflettere e meditare. Di solito questo avveniva durante il mese di Ramadan, si isolava in una grotta del monte Hirà, vicino alla Mecca, e chiedeva a Dio se fosse giusto il comportamento sbagliato dei meccani, il suo rifiuto per quel sistema, voleva una conferma, un segno. Le sue preghiere erano sempre più frequenti e così, era l’anno 610, durante il Ramadan, nono mese del calendario lunare, avvenne la Rivelazione del Corano, che proseguirà fino al 632, per ben 23 anni.
E’ IL CORANO IL PIU’ GRANDE MIRACOLO:
“Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, ha creato l’uomo da un’aderenza. Leggi, che il tuo Signore è il Generosissimo, Colui che ha insegnato mediante il Calamo, che ha insegnato all’uomo quello che non sapeva”. (Sura Al Alaq/ L’Aderenza, V. 1/5)
Avvenne in una grotta del Monte Hirà, quando l’Arcangelo Gabriele, lo stesso che apparve a Maria (che Dio sia compiaciuto di lei) per rivelarle che avrebbe avuto Gesù (pace su di lui) senza intervento alcuno di uomo, apparve davanti anche a Muhammad (*) e gli disse “Leggi!”, Muhammad (*) rispose “Non so leggere”, era illetterato, allora quando lo strinse fortissimamente a se e insistette il Profeta recitò i primi cinque versetti.
“Recitai questa Sura affinché le parole fossero scolpite nel mio cuore” disse poi Muhammad, l’inviato di Allah (*).
Dopo aver recitato i 5 versetti, impaurito e sconvolto scappò dalla grotta correndo giù dalla montagna. Ma una voce risuonò nella notte, era quella dell’Arcangelo Gabriele:
“O Muhammad tu sei il Messaggero di Allah e io sono Gabriele”.
Il Profeta (*) alzò gli occhi e vide la forma angelica riempire l’orizzonte.
“Invero (il Corano) lo abbiamo fatto scendere nella Notte del Destino e chi potrà farti comprendere cos’è la Notte del Destino? La Notte del Destino è migliore di mille mesi. In essa discendono gli angeli e lo spirito, con il permesso del loro Signore, per fissare ogni decreto. E’ pace, fino al levarsi dell’alba”.
(Sura Al Qadr/ Il Destino, V. 1/5)
Il Corano fu rivelato nella lingua (l’arabo) che conosceva Muhammad (*) in modo che il suo compito fosse facilitato e il messaggio risultasse inequivocabile.
Ogni profeta è stato inviato per il suo popolo, al contrario, il Profeta Muhammad (saw) non è stato inviato solo per gli arabi, bensì per l’intera umanità. Il Sacro Corano, anche se in lingua araba, è stato Rivelato da Iddio L’Altissimo per tutti gli uomini, per tutti i popoli di tutte le nazioni.
Oggi l’indiano recita il Corano in arabo, la stessa cosa fa il cinese, l’americano, l’italiano, esattamente come fa l’arabo. Magari la pronuncia non sarà perfetta come quella di un saudita, un palestinese, un siriano, però è arabo. Tutti noi recitiamo il Corano in lingua araba.
Alla Mecca ho constatato che tutti noi parlavamo arabo fra di noi. Conversavo in arabo con un bangladese che mi rispondeva in arabo, un pakistano si rivolgeva a me in lingua araba ed io gli rispondevo in arabo, magari non in modo perfetto ma sempre arabo era. L’importante è capirsi. Così mi è capitato con un turco, un cinese ecc…
L’intera Ummah islamica composta da diverse razze che parlano la stessa lingua, sobhanallah, come accadrà in Paradiso.
La maggior parte degli arabi di un tempo erano illetterati -come il Profeta- e non avevano ricevuto nessuna parte della scrittura.
Il Profeta (*) disse:
“Il Corano è sceso in quattro aspetti: il lecito e l’illecito che nessuno può ignorare, quello che può essere spiegato dagli arabi: quello che può essere spiegato (dai sapienti) ed infine i versetti analogici che nessuno conosce eccetto Allah. E chi, al di fuori di lui pretendesse di averne la conoscenza, sarebbe un bugiardo”.
Hadith citato da Tabari.
Gesù aveva profetizzato l’arrivo di Muhammad (*)
Si stava avvicinando il momento per Gesù (pace su di lui) di lasciare questo mondo e lo comunicò ai suoi discepoli, che gli chiesero: “In avvenire apparirà un Profeta più eccellente di te?”. Egli rispose: “Si, un Profeta illetterato, della provincia di Tahama, della tribù di Qoraish”. Si riferiva al Messaggero Inviato di Allah (Muhammad).
Dal Vangelo di Barnaba:
“Disse Gesù:- Ogni Profeta è stato inviato alla sua nazione come segno della misericordia di Dio, perciò il loro messaggio aveva come destinatari soltanto i popoli a cui erano stati inviati; ma il Messaggero di Dio (si sottintende il Profeta Muhammad *), Iddio farà di lui il sigillo della Sua Mano, sicché porterà salvezza e misericordia a tutte le nazioni del mondo, che accoglieranno la sua dottrina. Egli verrà con potere sopra i miscredenti, distruggerà l’idolatria e confonderà Satana”.
Ecco cosa dice il Corano in proposito:
“E quando Gesù figlio di Maria disse: ‘O figli d’Israele, io sono veramente un Messaggero di Allah a voi inviato, per confermare la Torah che mi ha preceduto, e per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà Ahmad’. Ma quando questi giunse loro con le prove incontestabili, dissero: ‘Questa è magia evidente’.”
(Corano, Sura As-Saff “I Ranghi Serrati”, v. 6)
“Quando verrà lui, (Muhammad) lo Spirito della verità, vi guiderà verso tutta la verità. Non vi dirà cose sue, ma quelle che avrà udito, e vi parlerà delle cose che verranno”.
Tratto dal Vangelo di Giovanni 16
Nei primi tempi della Rivelazione, il Profeta Muhammad (*) era preoccupato di non ricordare quello che Gabriele gli trasmetteva, e si affrettava a recitare quello che aveva ricevuto perdendo la concentrazione su quello che ancora stava per essere rivelato.
“Non agitare la tua lingua con esso per affrettarti: invero spetta a noi la sua riunione e la sua recitazione”.
(Sura Al Qiyama/ La Resurrezione, V. 16-17)
“E’ nel mese di Ramadan che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione”.
(Sura Al Baqara/ La Giovenca, V. 185)
“Allah, non c’è Dio all’infuori di lui, il vivente, l’Assoluto. Ha fatto scendere su di te il Libro con la verità, a conferma di ciò che era prima di esso. E fece scendere la Torah e il Vangelo, in precedenza, come guida per le genti”.
(Sura Al Imràn, V. 2- 3)
Vi ricordiamo che prima che il Profeta Muhammad (saw) ricevette il Sacro Corano, fu rivelata la Torah a Mosè, il Salterio a Davide e il Vangelo a Gesù (pace su ognuno di loro).
Vi abbiamo raccontato della prima Rivelazione del Corano e dell’annuncio di Gesù del Sigillo dei profeti Muhammad (saw), ma come iniziò l’Islam?
L’Islam agli inizi
Khadija fu la prima persona a riconoscere a Muhammad (*) la dignità di Profeta, dopo di lei Ali -cugino di Muhammad, e figlio di Abu Talib-, poi Zayd – il figlio adottivo di Muhammad- e tutti gli altri.
Entrò nell’Islam anche Hamzah -uno degli zii del Profeta, che fu ucciso in seguito in un combattimento da un nemico-, e Umar ben Al-Khattàb, che si convertì dopo aver letto una Sura del Corano, non si convertì invece lo zio Abu Talib, che però proteggeva il Profeta (*).
I primi musulmani (i Sahabah) furono maltrattati duramente e minacciati, un grande esempio fu quello di Bilàl (che Dio sia compiaciuto di lui), schiavo liberato dal primo Califfo Abu Bakr che lo acquistò per una forte somma. Umayyah ibn Khalaf era il peggior nemico dell’Islam, faceva sdraiare Bilàl sulla sabbia bollente di mezzogiorno e sul petto metteva un pesante macigno.
Umayyah continuava a dire: “Rinuncia all’Islam o ti farò sudare finché non morrai!”, ma Bilàl continuava a ripetere: “Allah è uno, Allah è uno”. Di notte lo frustavano e di giorno lo torturavano col macigno, finché arrivò Abu Bakr. Esistono musulmani ai giorni nostri con una fede così grande?
Qualsiasi musulmano rinuncerebbe oggi –anche solo con le parole e non con il cuore- all’Islam pur di salvare la propria pelle, Bilàl al contrario era disposto persino a sacrificare la sua vita, a morire, pur di non smettere mai di dire “Allah è uno, Allahu Ahad”.
Fu il primo a fare il richiamo (Adhàn) alla preghiera, aveva una voce bellissima.
Ciò dimostra che l’Islam non è arrivato solo per gli arabi, bensì per la gente di tutte le razze. Il razzismo è un’offesa a Dio, chi è razzista non può autodefinirsi musulmano, poiché l’Islam vieta il razzismo, la menzogna, l’ingiustizia.
Pensate, Allah (swa) ha creato diverse razze di uomini, uccelli, farfalle, piante, fiori ecc, ognuna di queste loda Iddio L’Altissimo, sobhanallah. Tutta la creazione è stata creata nei minimi dettagli con amore dal nostro Signore. L’uomo deve ringraziare Allah L’Onnipotente ed amare tutto ciò che ha creato, senza disprezzare, offendere.
Malik Al Shabazz, noto col nome di Malcom X disse:
“Una grande folla composta di musulmani provenienti da ogni parte e diretti in pellegrinaggio si abbracciava con effusione. Era gente di ogni colore e l’atmosfera era cordiale e amichevole: ebbi la sensazione che non esistesse alcun problema di colore e per me fu come se fossi uscito di prigione”.
Dopo la morte del Profeta (*) per Bilàl diventò troppo difficile restare a Medina, perché ogni angolo di strada gli ricordava il Profeta (*), così decise di emigrare, ma una volta vide in sogno il Profeta (*) che gli disse:
“O Bilàl, perché non mi visiti mai?”.
Al risveglio Bilàl partì immediatamente per Medina e fece l’Adhàn sotto richiesta dei nipoti del Profeta (*) Hasan e Husain. La gente incominciò a piangere perché la sua voce ricordava i bei tempi trascorsi assieme al Profeta (*), compreso i primissimi tempi, quando Bilàl fu il primo a fare il richiamo.
Qualche giorno dopo Bilàl lasciò Medina, morì a Damasco nel 20 dopo l’Egira. |
|