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Il Profeta Mosè e Aronne (as) seconda parte

 
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virginiafat
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MessaggioInviato: Mer 20 Feb, 2008 5:54 pm    Oggetto: Il Profeta Mosè e Aronne (as) seconda parte Rispondi citando

Il Faraone seppe del voltafaccia dei maghi e si vendicò su di loro e su Asia, ma tutto quanto torna ad Allah e il Faraone ebbe come dimora eterna l’Inferno.
Sura Tà-Ha, V. 70/ 76:
“I maghi caddero in prosternazione e dissero: “Crediamo nel Signore di Aronne e di Mosè”. Disse [Faraone]: “Crederete in lui, prima che io ve lo permetta? È certo lui il vostro maestro che vi ha insegnato la magia. Vi farò tagliare mani e piedi alternati e vi farò crocifiggere a tronchi di palma e capirete chi di noi è più duro e pertinace nel castigo”. Dissero: “Non ti potremmo mai preferire a quello che ci è stato provato e a Colui Che ci ha creati. Attua pure quello che hai deciso. Le tue decisioni non riguardano che questa vita! In verità noi crediamo nel nostro Signore, ché ci perdoni i nostri peccati e la magia che ci hai imposto. Allah è migliore e duraturo”. Chi si presenterà empio al suo Signore, certamente avrà l'Inferno dove non morirà, né vivrà. Chi [invece] si presenterà a Lui credente, e avrà compiuto opere buone... ecco coloro che avranno l'onore più grande, i Giardini di Eden dove scorrono i ruscelli e in cui rimarranno in perpetuo. Questo è il compenso per chi si purifica”.
Il faraone morì annegato
“In verità, ispirammo questo a Mosè: “Parti durante la notte, alla testa dei Miei servi e apri per loro una strada asciutta nel mare: non devi temere che vi raggiungano, non aver alcun timore”. Li inseguì Faraone con i suoi armati e furono sommersi dalle onde. Faraone sviò la sua gente e non la guidò [al bene]”.

Sura Tà-Ha, V. 77/ 79:
“Sono io il vostro signore, l’altissimo’. Lo colpì Allah con il castigo nell’altra vita e in questa”.
(Sura An-Nazi’àt/ Le strappanti violente, V.16/25)
“Disse Mosè: ‘Il mio Signore è con me e mi guiderà’. Rivelammo a Mosè: ‘Colpisci il mare col tuo bastone’. Subito si aprì e ogni parte dell’acqua fu come una montagna enorme. Facemmo avvicinare gli altri, e salvammo Mosè e tutti coloro che erano con lui, mentre annegammo gli altri”.
(Sura Ash-Shu’arà/ I Poeti, V.62/66)
“E quando abbiamo diviso il mare per voi, quindi vi abbiamo tratti in salvo e abbiamo annegato la gente di Faraone, mentre voi stavate a guardare”
(Sura Al- Baqara/ La Giovenca, V. 50)
“E facemmo attraversare il mare ai Figli di Israele. Faraone e le sue armate li inseguirono per accanimento e ostilità”.
(Sura Yunus/ Giona, V. 90-91)
“Poi, quando fu sul punto di annegare, Faraone disse: ‘Credo che non c’è altro dio all’infuori di Colui in cui credono i Figli di Israele e sono tra coloro che si sottomettono’. Disse Allah: ‘Ora ti penti, quando prima hai disobbedito ed eri uno dei corruttori?’.”

Il Profeta Mosè tornò sul monte Sinai. Nel frattempo Aronne rimase con gli ebrei che costruirono come divinità il vitello d’oro, tentò in tutti i modi di far cambiare idea a loro, ma ormai traviati lo minacciarono di cacciarlo o di ucciderlo.
“O Figli di Israele, vi liberammo dal vostro nemico e vi demmo convegno sul lato destro del Monte. Facemmo scendere su di voi la manna e le quaglie. “Mangiate le ottime cose di cui vi abbiamo provveduto e non ribellatevi o la Mia collera sarà su di voi, e colui sul quale si abbatte la Mia collera è destinato all'abisso!” In verità, Io sono Colui che assolve chi si pente, crede, compie il bene e poi segue la retta via. “Cos'è che ti ha spinto a sopravanzare il tuo popolo, o Mosè?” Rispose: “Essi sono sui miei passi. Mi sono affrettato verso di Te, o Signore, per compiacerTi”. Disse: “In tua assenza abbiamo tentato la tua gente e il Sâmirî li ha traviati”. Ritornò Mosè al suo popolo pieno di collera e dispiacere, disse: “O popol mio, non vi ha fatto il vostro Signore una bella promessa? [L'attesa] del patto era troppo lunga per voi? Avete voluto che fosse su di voi la collera del vostro Signore e così avete mancato alla promessa che mi avevate fatto?”. Dissero: “Non è per nostra volontà che abbiamo mancato alla promessa. Eravamo appesantiti dai gioielli di quella gente. Li abbiamo buttati, il Sâmirî li ha gettati e ne ha tratto un vitello dal corpo mugghiante”. E [tutti] dissero: “È il vostro dio, il dio di Mosè. [Mosè] ha dimenticato [di informarvene]!”. Che? Non vedevano che quello non poteva rispondere e non poteva apportar loro né danno, né giovamento? Già Aronne li aveva avvertiti: “O popol mio, siete caduti nella tentazione! Il Compassionevole è veramente il vostro Signore. Seguitemi allora, e obbedite ai miei ordini”. Risposero: “Non cesseremo di adorarlo, finché Mosè non sarà di ritorno”. Disse [Mosè]: “O Aronne, cosa ti ha impedito, quando li hai visti sviarsi? Perché non mi hai raggiunto? Hai disobbedito ai miei ordini?”. Rispose: “O figlio di mia madre, non prendermi per la barba o per i capelli. Temevo che avresti detto: "Hai creato una divisione tra i Figli di Israele e non hai obbedito alle mie parole"”. Disse [Mosè]: “E tu, Sâmirî, qual era il tuo disegno?”. Rispose: “Ho visto quello che non hanno visto, ho preso un pugno di polvere dalla traccia dell'Inviato (L’Angelo Gabriele) e l'ho gettata, questo mi ha suggerito l'animo mio”. “Vattene - disse [Mosè] - "Per [tutta] la vita dovrai avvertire: Non toccatemi". Sei destinato ad un incontro cui non potrai mancare! Guarda il dio che hai adorato assiduamente: lo bruceremo e disperderemo [le ceneri] nel mare. In verità, il vostro Dio è Allah, al di fuori del Quale non c'è divinità alcuna. Egli tutto abbraccia nella Sua Scienza.”
(Sura Tà-Ha, V. 80/ 9Cool
La Bibbia attuale dice che fu Aronne ad aver avuto l’idea di costruire il vitello d’oro per gli israeliti, in realtà- come è scritto nel Corano- Aronne tentò di fermare gli israeliti che vollero costruire il vitello, e minacciarono di ucciderlo se li avrebbe fermati. Un Profeta non suggerisce di fare certe cose, è idolatria.
(Bibbia, Esodo “32”, v.1-4)
“Su, costruisci per noi un dio che ci guidi. Ormai non sappiamo che fine abbia fatto quel Mosè che ci ha portati fuori dall’Egitto”.
Aronne disse loro: “Raccogliete gli anelli d’oro che le vostre mogli, i vostri figli e le vostre figlie portano agli orecchi e dateli a me”…. Egli li prese, li fece fondere e fabbricò la statua di un vitello”.

Sura Al-A'râf, v. 150, 151
“Quando Mosè, adirato e contrito, ritornò presso il suo popolo, disse: «Che infamità avete commesso in mia assenza! Volevate affrettare il decreto del vostro Signore?». Scagliò [in terra] le tavole e afferrò per la testa suo fratello e lo trasse a sé: « O figlio di mia madre - disse quello - il popolo ha preso il sopravvento su di me e c'è mancato poco che mi uccidessero. Non permettere che i nemici si rallegrino [della mia sorte] e non annoverarmi tra gli ingiusti» .E Mosè: « O Signore mio, perdona a me e a mio fratello e facci entrare nella Tua misericordia, poiché Tu sei il più Misericordioso dei misericordiosi».

Ecco invece la spiegazione che Aronne diede a Mosè nella Bibbia:
“Non ti far prendere dalla collera: tu stesso sai bene che gente è. Sono venuti a dirmi: ‘Costruisci per noi un dio che ci guidi…’, allora io dissi: ‘Chi ha dell’oro?’. Essi si sono tolti i gioielli e li hanno dati a me, li ho gettati nel fuoco e ne è venuto fuori questo vitello”.
(Bibbia, Esodo “32”, v.22-24)

In realtà fu il Sâmirî a suggerire di costruire il vitello d’oro, non Aronne. Il suo nome indica una regione geografica nell’altipiano centrale della Palestina, la Samaria. Alcuni lo considerarono capostipite delle genti che abitarono quella regione.

Mentre gli israeliti erano impegnati a costruire il vitello d’oro, Mosè aveva ben altro a cui pensare, ricevette le Tavole della legge.
Queste sono le parole che Dio pronunziò in (Bibbia, Esodo “20”, v.1-17), i Dieci Comandamenti (Tavole) che Mosè ha ricevuto da Dio sul monte del Sinai:
“Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dall’Egitto, dove tu eri schiavo. Non avere altro Dio oltre me. Non fabbricarti nessun idolo e non farti nessuna immagine di quello che è in cielo, sulla terra o nelle acque sotto terra. Non devi adorare né rendere culto a cose di questo genere. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio e non sopporto di avere rivali, punisco la colpa di chi mi offende anche sui figli, fino alla terza e alla quarta generazione, al contrario tratto con benevolenza per migliaia di generazioni chi mi ama e ubbidisce ai miei ordini. Non usare il nome del Signore, tuo Dio, per scopi vani, perché io, il Signore, punirò chi abusa del mio nome. Ricordati di consacrarmi il giorno di sabato: hai sei giorni per fare ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato consacrato al Signore, tuo Dio: in esso non farai nessun lavoro: né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame e neppure il forestiero che abita presso di te. E farai così perché io, il Signore, ho fatto in sei giorni il cielo, la terra e il mare e tutto quel che contengono, ma poi mi sono riposato il settimo giorno; per questo ho benedetto il giorno di sabato e voglio che sia consacrato a me. Rispetta tuo padre e tua madre, perché tu possa vivere a lungo nella terra che io, il Signore tuo Dio, ti do. Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non testimoniare il falso contro nessuno. Non desiderare quel che appartiene a un altro: né la sua casa, né sua moglie, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino”.
Dio proibisce le bevande alcoliche sia nella Bibbia che nel Corano, a Mosè ed Aronne, poiché sono nocive alla nostra salute.

Il Signore disse ad Aronne: “Quando dovete entrare nella tenda dell’incontro, tu e i tuoi figli non bevete vino o bevande alcoliche se non volete morire”.
(Bibbia, Levitico “10”, v.8-9)
Per dire “se non volete morire” vuol dire che Dio non vuole assolutamente che l’uomo, in questi casi Aronne, usi bevande alcoliche. Proseguiamo.
“Questa è una prescrizione che voi e i vostri discendenti osserverete in ogni tempo”.
(Bibbia, Levitico “10”, v.9)
Ha detto “in ogni tempo” riferendosi anche ai tempi nostri.
“Non bevete bevande alcoliche, nemmeno quando dovete decidere se una cosa è Santa o profana, pura o impura”.
(Bibbia, Levitico “10”, v.10)
E il Corano cosa dice in proposito?
“Ti chiedono del vino e del gioco d’azzardo. Dì: ‘In entrambi c’è un grande peccato e qualche vantaggio per gli uomini, ma in entrambi il peccato è maggiore del beneficio”.
(Corano, Sura II, v.219)
La Bibbia proibisce anche la carne di maiale largamente consumata ai giorni nostri.
“Perciò considerate animali impuri:il maiale, perché ha l’unghia divisa, ma non rumina. Non mangiate la carne di questi animali e non toccate i loro cadaveri. Dovrete considerarli impuri”. (Bibbia, Levitico “11”, v.4-Cool
E il Corano cosa dice?
“In verità vi sono state vietate le bestie morte, il sangue, la carne di maiale e quello su cui sia stato invocato altro nome che quello di Allah”.
(Corano, Sura Al Baqara/ La Giovenca, v.173)

“E quando Mosè venne al nostro luogo di convegno, e il suo Signore gli ebbe parlato, disse: ‘O Signor mio, mostraTi a me, affinché io Ti guardi’. Rispose: ‘No, tu non mi vedrai, ma guarda il Monte; se rimane al suo posto, tu Mi vedrai’. Non appena il suo Signore si manifestò sul Monte esso divenne polvere e Mosè cadde folgorato. Quando ritornò in se, disse: ‘Gloria a Te! Io mi pento e sono il primo dei credenti’.”
(Sura Yusuf/ Giuseppe, V. 143)

“E tra il popolo di Mosè c’è gente che si dirige con la verità e in base ad essa agisce con giustizia. Li dividemmo in dodici tribù o nazioni. Quando il suo popolo gli chiese da bere, ispirammo a Mosè: ‘Colpisci la roccia con la tua verga’. Sgorgarono da essa dodici sorgenti e ogni tribù conobbe da dove avrebbe dovuto bere; prestammo loro l’ombra di una nuvola, e facemmo scendere la manna e le quaglie: ‘Mangiate le buone cose di cui vi abbiamo provvisto’. Non è a noi che fecero torto, fecero torto a loro stessi”.
(Sura Al Aràf, V. 159-160)

“Colpimmo la gente di Faraone con anni di miseria e scarsità di frutti, affinché riflettessero. Quando veniva loro un bene dicevano: ‘Questo ci spetta’; mentre se li colpiva un male, vedevano in Mosè e in quelli che erano con lui uccelli di malaugurio. Non dipendeva da Allah la loro sorte? Ma la maggior parte di loro non sapeva. Dissero: ‘Qualunque segno addurrai per stregarci, noi non crederemo in te. Mandammo contro di loro l’inondazione e le cavallette, le pulci, le rane e il sangue, segni ben chiari. Ma furono orgogliosi e rimasero un popolo di perversi. Quando il castigo li toccava, dicevano: ‘O Mosè, invoca per noi il tuo Signore in forza del patto che ha fatto con te. Se allontanerai il castigo da noi, crederemo certamente in te e lasceremo partire con te i Figli di Israele’. Allontanammo da loro il tormento, ma quando giunse il termine che dovevano rispettare, ecco che mancarono al loro impegno”.
(Sura Al Aràf, V. 130/135)
Mosè un giorno era in compagnia di Yusha’ Ibn Nùn (pace su di lui), in italiano (Giosuè):
“Ricorda quando Mosè disse al suo garzone (Giosuè): ‘Non avrò pace finchè non avrò raggiunto la confluenza dei due mari, dovessi anche camminare per degli anni!’.”
(Sura Al Kahf/ La Caverna, V.60)
La “confluenza dei due mari” potrebbe essere il punto di contatto tra la conoscenza assoluta di Allah e quella relativa dell’uomo.

(Sura Al Kahf/ La Caverna, V.61/ 82)
“Quando poi giunsero alla confluenza, dimenticarono il loro pesce che, miracolosamente, riprese la sua via nel mare. Quando poi furono andati oltre, disse al suo garzone: “Tira fuori il nostro pranzo, ché ci siamo affaticati in questo nostro viaggio!”. Rispose: “Vedi un po' [cos'è accaduto], quando ci siamo rifugiati vicino alla roccia, ho dimenticato il pesce - solo Satana mi ha fatto scordare di dirtelo - e miracolosamente ha ripreso la sua via nel mare. Disse [Mosè]: “Questo è quello che cercavamo”. Poi entrambi ritornarono sui loro passi”.
Ed incontrarono uno dei servi di Dio “abd min ibâdinâ”, che secondo tutta l'esegesi è “al-Khedr”. Il nome di Al-Khedr non è menzionato nel Corano, nell’unica Sura che parla di lui “Al-Kahf”.

“Incontrarono uno dei Nostri servi, al quale avevamo concesso misericordia da parte Nostra e al quale avevamo insegnato una scienza da Noi proveniente. Chiese [Mosè]: “Posso seguirti per imparare quello che ti è stato insegnato [a proposito] della retta via?”. Rispose: “Non potrai essere paziente con me. Come potresti resistere dinnanzi a fatiche, che non potrai comprendere?”. Disse [Mosè]: “Se Allah vuole sarò paziente e non disobbedirò ai tuoi ordini”; [e l'altro] ribadì: “Se vuoi seguirmi, non dovrai interrogarmi su alcunchè, prima che io te ne parli”. Partirono entrambi e, dopo essere saliti su una nave, quello vi produsse una falla. Chiese [Mosè]: “Hai prodotto la falla per far annegare tutti quanti? Hai certo commesso qualcosa di atroce!”. Rispose: “Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?”. Disse: “Non essere in collera per la mia dimenticanza e non impormi una prova troppo difficile”. Continuarono insieme e incontrarono un giovanetto che [quello] uccise. Insorse [Mosè]: “Hai ucciso un incolpevole, senza ragione di giustizia? Hai certo commesso un'azione orribile”. Rispose: “Non ti avevo detto, che non avresti avuto pazienza insieme con me?”. Disse [Mosè]: “Se dopo di ciò ancora ti interrogherò, non mi tenere più insieme con te. Ti prego di scusarmi”. Continuarono insieme e giunsero nei pressi di un abitato. Chiesero da mangiare agli abitanti, ma costoro rifiutarono l'ospitalità. S'imbatterono poi in un muro che minacciava di crollare e [quello] lo raddrizzò. Disse [Mosè]: “Potresti ben chiedere un salario per quello che hai fatto”. Disse: “Questa è la separazione. Ti spiegherò il significato di ciò che non hai potuto sopportare con pazienza. Per quel che riguarda la nave, apparteneva a povera gente che lavorava sul mare. L' ho danneggiata perché li inseguiva un tiranno che l'avrebbe presa con la forza. Il giovane aveva padre e madre credenti, abbiamo voluto impedire che imponesse loro ribellione e miscredenza e abbiamo voluto che il loro Signore desse loro in cambio [un figlio] più puro e più degno di affetto. Il muro apparteneva a due orfani della città e alla sua base c'era un tesoro che apparteneva loro. Il loro padre era uomo virtuoso e il tuo Signore volle che raggiungessero la loro età adulta e disseppellissero il loro tesoro; segno questo della misericordia del tuo Signore. Io non l'ho fatto di mia iniziativa. Ecco quello che non hai potuto sopportare con pazienza”.
Il nostro Profeta Muhammad (saw) raccontò del suo colloquio con il Profeta Mosè (pace su di lui):
“Al mio ritorno (dalla discesa dei sette cieli), - si riferisce al suo viaggio verso il Sidratu-l-muntaha (Il Loto del limite) quando arrivai a Mosè –e che buon amico egli fu per voi!- mi chiese: ‘Quante preghiere ti sono imposte?’ Risposi che erano cinquanta al giorno, al che replicò ‘La preghiera in comune è pesante, e la tua gente è debole…Ritorna dal tuo Signore e chiediGli di alleggerire il peso per te e per la tua gente’. Così tornai e chiesi al Signore di rendere il peso più leggero, ed Egli ne cancellò dieci. Quindi tornai da Mosè che mi ripeté quello che aveva detto prima, così io tornai e altre dieci vennero tolte, eccetto cinque al giorno. Allora tornai da Mosè che ancora mi chiese la stessa cosa; gli risposi: ‘Sono tornato dal mio Signore talmente tante volte e Gli ho tanto chiesto che me ne vergogno. Non tornerò più indietro’, e per questa ragione che colui che compie le 5 preghiere, con fede e fidando nella munificenza di Dio, avrà una ricompensa equivalente a cinquanta”.
Mosè (as) sapeva benissimo che l’uomo col passare del tempo non sarebbe riuscito a pregare 50 volte al giorno, ecco perché disse al Profeta Muhammad (saw) di ridurre il numero a 5 volte al giorno. Ci sono musulmani oggi che non fanno neanche le cinque preghiere, perché secondo loro troppo pesanti. Tornano molto stanchi dal lavoro così saltano le preghiere, non è giusto, questo non deve essere una scusante per non pregare. Ciò significa essere attaccati in modo eccessivo alla vita terrena, farsi distrarre e condizionare dai problemi della vita. Ognuno corre chi a destra, chi a sinistra, dietro a cosa poi? Ai beni materiali: al lavoro, ai soldi ecc…L’uomo ha bisogno di purificarsi, solo la preghiera, l’adorazione sincera per Dio, è la nostra salvezza dal fuoco. La nostra arma contro il Diavolo e le sue tentazioni.
Il Profeta Muhammad disse:
“Iddio L’Altissimo è geloso, e la gelosia di Dio L’Altissimo viene suscitata qualora l’uomo vada verso ciò che Iddio gli ha vietato”.
Da Abu Hureyra

L’Inviato di Allah disse:
“Quando il musulmano, facendo l’abluzione –per la preghiera-, si lava il volto, ne esce via, insieme all’acqua ogni peccato cui abbia indulto con gli occhi; e quando si lava le mani, ne esce via insieme all’acqua ogni peccato di violenza abbiano commesso le sue mani, in modo tale da uscirne ripulito dai peccati; e quando si lava i piedi, ne esce via insieme all’acqua ogni peccato con cui i suoi piedi siano venuti in contatto, in modo tale da uscirne ripulito dai peccati”.
Lo ha trasmesso Muslim

L’Inviato di Allah disse:
“Le cinque preghiere canoniche sono come un fiume ricco d’acqua che scorra davanti alla porta di uno di voi, e dal quale egli prenda un bagno ogni giorno cinque volte”.
Lo ha trasmesso Muslim
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