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Il Profeta Mosè e Aronne (as) prima parte

 
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virginiafat
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MessaggioInviato: Mar 12 Feb, 2008 10:43 pm    Oggetto: Il Profeta Mosè e Aronne (as) prima parte Rispondi citando

Il Faraone dei tempi di Mosè (pace su di lui) fu tiranno più duro e feroce del suo predecessore, e mentre opprimeva le tribù vide in sogno un fuoco proveniente dalla parte della Siria che riduceva in cenere tutte le città fortificate, le case e le campagne d’Egitto, al punto che non ne restava più alcuna traccia. Spaventato da questa visione, consultò gli astrologi e gli interpreti di sogni, che gli dissero:
“Uno dei figli d’Israele sarà inviato (da Allah) con pieni poteri per sterminare gli egizi; farà gli sforzi più grandi per rovesciare e annientare la dinastia regnante”.
“Ti racconteremo secondo verità la storia di Mosè e di Faraone, per un popolo di credenti. Davvero Faraone era altero sulla terra; divise in fazioni i suoi abitanti, per approfittare della debolezza di una parte: sgozzava i loro figli maschi e lasciava vivere le femmine. In verità era uno dei corruttori. Invece Noi volevamo colmare di favore quelli che erano stati oppressi, farne delle guide e degli eredi. [Volevamo] consolidarli sulla terra e, loro tramite, far vedere a Faraone e Hâmân - il primo ministro del Faraone- e alle loro armate quello che paventavano.
(Sura Al Qasas/ Il Racconto v. 3/ 6)
Faraone ordinò di sopprimere tutti i figli maschi di donne israelite.
“Rivelammo alla madre di Mosè: “Allattalo e, quando temerai per lui, gettalo nel fiume e non temere e non essere afflitta: Noi te lo restituiremo e faremo di lui uno degli Inviati”.
(Sura Al Qasas/ Il Racconto v. 7)


“Già innanzi (Mosè) ti favorimmo, quando ispirammo a tua madre quello che le fu ispirato: ‘Mettilo in una cesta e gettalo nell’acqua, così che le onde la riportino a riva ove lo raccoglierà un Mio e suo nemico. Ho posto su di te il Mio sguardo amorevole, affinché tu fossi allevato sotto il Mio occhio’.”
(Sura Tà-Ha, V.37/39)
Quel bimbo non era altri che Mosè, figlio di Imràn, della corte di Faraone che ebbe dalla moglie un figlio chiamato Aronne (pace su di lui), e il più piccolo Mosè.
Asia, la moglie del Faraone, di origine israelita, trovò un bimbo abbandonato sul Nilo, lo portò al marito e lo convinse di tenerlo e adottarlo.
“Lo raccolse la gente di Faraone, sì che potesse diventare loro nemico e causa di tristezza. Davvero Faraone e Hâmân e le loro armate erano colpevoli”.
(Sura Al Qasas/ Il Racconto v. Cool
L'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse che Maria, insieme a Fâtima, Khadîja e Asiya -la sposa di Faraone che salvò Mosè dal Nilo- è una delle signore del Paradiso.
“Disse la moglie di Faraone: “[Questo bambino sarà] la gioia dei miei occhi e dei tuoi! Non lo uccidete! Forse ci sarà utile, o lo adotteremo come un figlio”. Non avevano alcun sospetto. Il cuore della madre di Mosè fu come fosse vuoto. Poco mancò che non svelasse ogni cosa, se non avessimo rafforzato il suo cuore, sì che rimanesse credente. Disse alla di lui sorella: “Seguilo”, e quella lo osservò di nascosto. Non avevano alcun sospetto”.
(Sura Al Qasas/ Il Racconto v. 9/11)
Il bimbo rifiutava il latte delle nutrici fino a quando non si presentò la madre come nutrice, fu accettata.
“Passava tua sorella e disse: "Posso indicarvi chi potrà occuparsene". E ti riportammo a tua madre, perché si consolassero i suoi occhi e più non si affliggesse”.
(Sura Tà-Ha, V.40)
“E Noi gli interdicemmo ogni nutrice. Allora [la sorella] disse: “Posso indicarvi la gente di una casa, che potrà occuparsene per conto vostro e che gli sarà benevola?”. Lo restituimmo a sua madre affinché si consolassero i suoi occhi, non fosse più afflitta e si convincesse che la promessa di Allah è verità. Ma la maggior parte di loro non sanno nulla”.
(Sura Al Qasas/ Il Racconto v. 12, 13)

La storia di Mosè (as) è narrata in diverse sure del Corano e nei 5 libri della Bibbia, che gli ebrei chiamano “Torah, La Legge” e i cristiani “Pentateuco” parola che deriva dal greco e che significa “I cinque rotoli” o libri, che sono:
1. Genesi che significa “Inizio, origine”
2. Esodo “ uscita” dove narra la liberazione del popolo che lasciò l’Egitto
3. Levitico, dalla tribù “di Levi” e fa riferimento al suo contenuto che riguarda, in parte, l’attività dei sacerdoti della tribù di Levi. Lungo tutto il libro Dio comunica a Mosè diverse leggi.
4. I numeri dove riporta molti elenchi e censimenti degli israeliti, e narra che loro abbandonano il monte Sinai, dopo aver ricevuto le leggi che Dio rivelò a Mosè, e s’incamminano verso la terra promessa.
5. Deuteronomio ovvero “seconda presentazione della legge”. Il Deuteronomio si presenta come resoconto di tre discorsi pronunciati da Mosè per ricordare agli israeliti che sono sul punto di entrare nella Terra Promessa.
“Quando raggiunse l'età adulta e il pieno del suo sviluppo, gli demmo discernimento e scienza. Così ricompensiamo coloro che operano il bene”.
(Sura Al Qasas/ Il Racconto v. 14)
Anni dopo, in uno scontro, Mosè uccise un copto.
“Avvenne che, entrando in città in un momento di disattenzione dei suoi abitanti, trovò due uomini che si battevano, uno era dei suoi e l'altro uno degli avversari. Quello che era dei suoi gli chiese aiuto contro l'altro dell'avversa fazione: Mosè lo colpì con un pugno e lo uccise. Disse [Mosè]: “Questa è certamente opera di Satana! È davvero un nemico, uno che svia gli uomini”. Disse: “Signore, ho fatto torto a me stesso, perdonami!”. Gli perdonò, Egli è il Perdonatore, il Misericordioso. Disse: “Mio Signore, grazie ai favori che mi hai elargito, non sarò mai un alleato degli iniqui”. L'indomani era nella città timoroso e guardingo, ed ecco che colui che il giorno prima gli aveva chiesto aiuto, di nuovo lo chiamò a gran voce. Gli disse Mosè: “Davvero sei un provocatore evidente!”. Quando poi stava per colpire quello che era avversario di entrambi, questi disse: “O Mosè, vuoi uccidermi come l'uomo che uccidesti ieri? Non vuoi essere altro che un tiranno sulla terra, non vuoi essere uno dei conciliatori”. Dall'altro capo della città giunse, correndo, un uomo. Disse: “O Mosè, i notabili sono riuniti in consiglio per decidere di ucciderti. Fuggi! Questo è un buon consiglio”. Uscì dalla città, timoroso e guardingo. Disse: “Signore, salvami da questo popolo ingiusto”.
(Sura Al Qasas/ Il Racconto v. 15/ 21)
Il Faraone cercava l’assassino per punirlo, sapeva che si trattava di Mosè e così decise di ucciderlo.
“Uccidesti un uomo: ti cavammo d'impaccio e ti imponemmo molte prove. Rimanesti per anni presso la gente di Madyan. Poi venisti fin qui, o Mosè, per una predestinazione”.
(Sura Tà-Ha, V.40)
Mosè fuggì dalla città, raggiunse il deserto e arrivò così al pozzo di Madyan dove incontrò le figlie di Shu’ayb (Jetro), che nella Bibbia è chiamato “Sacerdote di Madian” che le aiutò ad attingere l’acqua, le due figlie informarono il padre dell’aiuto di Mosè e volle incontrarlo.
“Mosè si era fermato vicino a un pozzo. Il sacerdote di Madian aveva sette figlie, che erano solite venir ad attingere l’acqua”.
(Bibbia, Esodo “2”, v. 15, 16)

Sura Al Qasas/ Il Racconto v. 22/ 30:
“Dirigendosi verso Madian disse: “Spero che il mio Signore mi guidi sulla retta via”. Quando giunse all'acqua di Madian, vi trovò una moltitudine di uomini che abbeverava e scorse due donne che si tenevano in disparte trattenendo [i loro animali]. Disse: “Cosa vi succede?”. Risposero: “Non abbevereremo finché i pastori non saranno partiti; nostro padre è molto vecchio”. Abbeverò per loro, poi si mise all'ombra e disse: “Davvero, Signore, ho molto bisogno di qualsiasi bene che farai scendere su di me”. Una delle due donne gli si avvicinò timidamente. Disse: “Mio padre ti invita, per ricompensarti di aver abbeverato per noi”. Quando giunse al suo cospetto e gli raccontò la sua storia, disse [il vecchio]: “Non temere, sei sfuggito a gente ingiusta”. Una di quelle disse: “O padre mio, assumilo: è davvero il migliore che tu possa assoldare: è forte e fidato”.
Shu’ayb gli promise in matrimonio la figlia più bella a condizione che lo servisse per otto anni.
Disse: “Vorrei sposarti ad una di queste mie figlie, a condizione che tu mi serva per otto anni. Se vorrai restare dieci [anni], sarà di tua spontanea volontà. Non ti imporrò nulla di gravoso e, se Allah vuole, troverai che sono un uomo del bene”. Rispose: “Questo [sarà] tra me e te. Qualunque dei due termini compirò, nessuna colpa mi sarà rinfacciata. Allah sia garante di quello che diciamo”.
Mosè restò con lui ancora due anni dopo il matrimonio, poi decise di lasciarlo. A quel punto Shu’ayb capì che Mosè avrebbe rivestito l’abito della profezia e avrebbe udito la voce diretta di Allah.
“Quando Mosè si mise in viaggio con la famiglia, dopo aver concluso il periodo, scorse un fuoco sul fianco del Monte. Disse alla sua famiglia: “Aspettate, ho visto un fuoco. Forse vi porterò qualche notizia o un tizzone acceso, sì che possiate riscaldarvi”. Quando giunse colà, fu chiamato dal lato destro della Valle, un lembo di terra benedetta, dal centro dell'albero: “O Mosè, sono Io, Allah, il Signore dei mondi”.
Mosè arrivò in una valle ai piedi del monte Sinai, ed è lì che fu rivestito dell’abito della profezia sul monte all’età di 49 anni.
Sura Tà-Ha, V. 9/16:
“Ti è giunta la storia di Mosè? Quando vide un fuoco, disse alla sua famiglia: “Aspettate! Ho avvistato un fuoco, forse [potrò] portarvene un tizzone o trovare nei suoi pressi una guida”. Quando vi giunse, sentì chiamare: “O Mosè, in verità sono il tuo Signore. Levati i sandali, ché sei nella valle santa di Tuwâ. Io ti ho scelto. Ascolta ciò che sta per esserti rivelato. In verità, Io sono Allah: non c'è dio all'infuori di Me. AdoraMi ed esegui l'orazione per ricordarti di Me. In verità, l'Ora è imminente anche se la tengo celata, affinché ogni anima sia compensata delle opere sue. Non lasciare che ti ostacoli colui che non crede in essa ed è incline alle sue passioni, ché altrimenti periresti”.
Sura Tà-Ha, V. 17/ 39:
“O Mosè, cosa tieni nella tua mano destra?”. Disse: “È il mio bastone, mi ci appoggio, e faccio cadere foglie [degli alberi] per i miei montoni e mi serve anche per altre cose”. Disse [Allah]: “Gettalo, Mosè”. Lo gettò ed ecco che divenne un serpente che strisciava veloce. Disse [Allah]: “Afferralo e non temere: gli daremo la sua forma originaria. Stringi la mano sotto l'ascella: ne uscirà bianca, senza alcun male. Ecco un altro segno, per mostrarti altri Nostri segni ben più grandi. Vai da Faraone. In verità si è ribellato”. Disse: “Aprimi il petto, Signore, facilita il mio compito, e sciogli il nodo della mia lingua, sì che possano capire il mio dire; concedimi in aiuto uno della mia famiglia, Aronne, mio fratello. Accresci con lui la mia forza, e associalo alla mia missione, perché possiamo renderTi gloria molto, e perché possiamo ricordarTi molto; e in verità, Tu sempre ci osserverai”. Disse: “O Mosè, la tua richiesta è esaudita. Già innanzi ti favorimmo, quando ispirammo a tua madre quello che le fu ispirato: “Mettilo in una cesta e gettala nell'acqua…”
Mosè aveva un difetto di pronuncia, mentre Aronne al contrario aveva una buona dialettica, ecco perchè Mosè disse:
“Sciogli il nodo della mia lingua, sì che possano capire il mio dire; concedimi in aiuto uno della mia famiglia, Aronne, mio fratello”.
Ora il compito di Mosè era di liberare assieme ad Aronne i figli d’Israele dalla miseria e dall’oppressione e di predicare la vera religione al Faraone.
Sura Tà-Ha, V. 40/ 76:
“Poi venisti fin qui, o Mosè, per una predestinazione. Ti ho scelto per Me. Va' con tuo fratello con i segni Miei e non trascurate di ricordarMi. Andate da Faraone: in verità si è ribellato! Parlategli con dolcezza. Forse ricorderà o temerà [Allah]”. Dissero: “O Signor nostro, temiamo che si scagli contro di noi o che accresca la ribellione”. Rispose: “Non temete. Io sono con voi: [tutto] odo e vedo. Andate pure da lui e ditegli: In verità, siamo due messaggeri del tuo Signore. Lascia partire con noi i Figli di Israele e non tormentarli più. Siamo venuti da te con un segno da parte del tuo Signore. Pace, su chi segue la retta via. In verità ci è stato rivelato, che il castigo sarà per chi nega e volge le spalle!"”.
Tornò così in Egitto e con il fratello si diresse verso il palazzo del Faraone che riconobbe subito Mosè, ma rifiutò di obbedire al Profeta.
Disse [Faraone]: “O Mosè, chi è il vostro Signore?”. Rispose:“Il nostro Signore è Colui Che ha dato ad ogni cosa la sua propria natura e poi l'ha guidata sulla retta via”. Disse: “Cosa ne è delle generazioni antiche?”. Rispose: “La conoscenza di ciò è in una Scrittura presso il mio Signore. Il mio Signore non sbaglia e non dimentica”. È Lui Che vi ha dato la terra come culla e vi ha tracciato sentieri e dal cielo fa scendere l'acqua, per mezzo della quale facciamo germinare diverse specie di piante. Mangiatene e fatevi pascolare il vostro bestiame. Ecco segni per coloro che hanno intelletto. Da essa vi abbiamo creati, in essa vi faremo ritornare e da essa vi trarremo un'altra volta. Gli mostrammo tutti i Nostri segni, ma li ha tacciati di menzogna e rinnegati. Disse: “O Mosè, sei venuto per cacciarci dalla nostra terra con la tua magia? Allora ti opporremo una magia simile. Fissa per te e per noi un incontro in un luogo appropriato, noi non mancheremo e tu neppure”. Rispose: “L'incontro sarà nel giorno della festa. Che la gente sia riunita al mattino”.
Diffidente dei miracoli che poteva fare -con l’aiuto di Allah- il Faraone convocò i maghi più famosi, ma neanche questi riuscirono a reggere il confronto con Mosè.
“Si ritirò Faraone, preparò i suoi artifici e poi si presentò. Disse Mosè: “Guai a voi, non inventate menzogne contro Allah: vi annienterebbe per punizione. Chi inventa menzogne è certamente perduto”. Discussero in proposito [i maghi], in segreti conciliaboli. Dissero: “Quei due sono sicuramente due maghi che vogliono cacciarvi dalla vostra terra con la magia e cancellare la vostra esemplare dottrina”. “Riunite i vostri incantesimi e venite in fila. Chi avrà oggi il sopravvento sarà il vincitore.” Dissero: “Getti tu, Mosè, o gettiamo noi per primi?”. Disse: “Gettate pure!”. Ed ecco che gli parve che le loro corde e i loro bastoni si mettessero a correre, per effetto di magia. Mosè ne fu intimorito nell'intimo. Gli dicemmo: “Non aver paura. Avrai il sopravvento. Getta quello che c'è nella tua mano destra: divorerà quello che han fatto, perché quello che han fatto è artificio di mago; e il mago, ovunque vada, non avrà riuscita”.
La Bibbia dice che fu Aronne (pace su di lui) a gettare il bastone davanti al Faraone che si trasformò in serpente, ma in realtà fu Mosè non Aronne.
“Mosè e Aronne andarono dal Faraone e agirono come il Signore aveva comandato. Aronne gettò il suo bastone davanti al Faraone e ai suoi ministri, e il bastone si trasformò in serpente… ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni”.
(Bibbia, Esodo “7”, v.10-11)
Davanti a tutto questo 72 tribù di egizi si convertirono all’Islam compreso i maghi.
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