virginiafat Site Admin
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Inviato: Mer 06 Feb, 2008 10:05 pm Oggetto: Il Profeta Giobbe e Jetro (as) |
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Giobbe (Ayubb) pace su di lui, era il nipote di Esaù, ed era immensamente ricco in greggi, terre e beni di ogni tipo. Aveva molti figli e ringraziava e lodava a ogni ora l’Onnipotente, e Allah lo elevò alla dignità di Profeta, perché era l’uomo più pio e più caritatevole del suo tempo.
Tramandano Ibn Munabbih e alcuni esegeti che Giobbe era la persona più devota del suo tempo e la più ricca: non si sentiva sazio finchè non dava un vestito a chi non l’aveva.
Secondo alcune fonti Satana disse a Dio “Il tuo servo Giobbe l’ho trovato un servo a cui Tu hai dato il Tuo favore e che Ti ha reso grazie, che Tu hai protetto e che Ti ha reso lode. Tuttavia non l’hai mai messo alla prova con avversità o sofferenza, mentre io sono convinto che se Tu lo colpissi con qualche afflizione, egli Ti rinnegherebbe, Ti dimenticherebbe e adorerebbe un altro che Te!”.
Un grido che si udì dal cielo gli rispose:
“O maledetto, non sai che Giobbe è un servo virtuoso che non sei in grado di traviare? Vattene via!”.
Giobbe possedeva tutta al-Bathaniyya in Siria con tutto quello che conteneva, da occidente a oriente, possedeva mille pecore con i loro pastori e cinquecento gioghi a cui badavano cinquecento servi.
Iddio L’Altissimo lo mise alla prova, gli tolse le ricchezze dalla vita terrena, sapendo benissimo che Giobbe non amava che lui.
Satana prese le sembianze di uno dei guardiani e disse “O Giobbe, sai che ne ha fatto di te, dei tuoi cammelli e dei tuoi pastori Colui che ti sei scelto, che hai adorato, e da cui ha proclamato l’unicità?”
“Questi sono i suoi beni, - disse Giobbe- Egli me li ha solo prestati e ne ha maggior diritto. Se vuole, me li prende, perché dopo tanto tempo sono consapevole che io e i miei beni siamo destinati a finire”.
“Il tuo Signore – disse il Diavolo- ha mandato contro di essi un fuoco dal cielo e sono bruciati con i loro guardiani, dal primo all’ultimo, la gente è stata colta di sorpresa, e di fronte all’accaduto, ne è rimasta stupefatta. Tra di loro c’era chi diceva: ‘Giobbe non adorava nessuno e non ha creduto che in un’illusione’ e c’era anche chi diceva: ‘Se il Dio di Giobbe avesse avuto il potere di difendere da qualcosa del genere, avrebbe di certo protetto il suo amico’; altri ancora dicevano: ‘Egli ha fatto questo, perché ne goda il suo nemico e ne rimanga afflitto il suo amico’.”
“Lode a Dio –disse invece Giobbe- che mi ha dato e che mi ha tolto. Nudo sono uscito dal ventre di mia madre, nudo ritornerò alla terra e nudo tornerò a Dio Grande Potente. Non devi gioire quando Dio ti ha dato in prestito, né lamentarti quando si riprende quello che ha prestato. Egli ha pieni diritti su di te e su quello che ti ha dato. Se Dio avesse riconosciuto qualcosa di buono in te, avrebbe di certo accettato la tua anima insieme a quelle anime, ed io sarei stato ricompensato per la tua morte, mentre tu saresti diventato un martire. Ma Egli conosceva del male in te a causa di questo ti ha lasciato. Dio ti ha esentato dal disastro e ti ha tolto dalla prova come si toglie la zizzania dal puro frumento”.
Giobbe sapeva benissimo che l’individuo nei panni del guardiano non era altri che Satana.
L’uomo è spesso attaccato ai beni materiali, alle cose superflue ed ama follemente la vita, anche certi musulmani dei tempi nostri.
“E vedrai che sono gli uomini più attaccati alla vita, persino più degli associatori. Qualcuno di loro vorrebbe vivere mille anni. Ma tutto questo non lo salverebbe dal castigo, vivesse anche quanto desidera. Allah osserva quello che fanno”. (Sura Al-Baqara 2, v. 96)
“Che il Compassionevole prolunghi la vita di coloro che sono sviati, finché non vedranno il castigo e l’Ora che li minaccia”. (Sura Maryam 19, v. 75)
“Essi conoscono solo l’apparenza della vita terrena e non si curano affatto dell’altra vita”. (Sura Ar-Rùm 30, v. 7)
Molti uomini tengono particolarmente all’apparenza, rivelando così una conoscenza superficiale dell’esistenza. L’apparenza è effimera, la materia è caduca, lo spazio e il tempo sono finiti.
“No, voi amate l’effimero della vita terrena, trascurate l’altra vita. In quel Giorno ci saranno dei volti splendenti , che guarderanno il loro Signore; e in quel Giorno ci saranno volti rabbuiati, al pensiero di subire un castigo terribile.” (Sura Al-Qiyàma 75, v. 20, 21, 22, 23, 24, 25)
“Colui che cammina con il volto rivolto al suolo è forse meglio guidato di colui che si erge camminando sulla retta via?” (Sura Al-Mulk 67, v. 22)
Significa che colui che presta attenzione al lato materiale della vita non è meglio di colui che pensa all’aldilà e segue l’Islam! “Il volto rivolto al suolo” è l’attaccamento alla vita.
“Proponi loro la metafora di questa vita: è simile ad un’acqua che facciamo scendere dal cielo; la vegetazione della terra si mescola ad essa; ma poi diventa secca stoppia che i venti disperdono. Allah ha potenza su tutte le cose. Ricchezze e figli sono l’ornamento di questa vita. Tuttavia le buone tracce che restano sono, presso Allah, le migliori quanto a ricompensa e suscitano una bella speranza”. (Sura Al-Kahf 18, v. 45- 46)
Giobbe era consapevole che tutto il bene che aveva era solo grazie a Dio, ringraziava sia per le ricchezza, sia per la povertà giunta all’improvviso.
Il Diavolo se ne andò in collera “Non sono riuscito a giungere al suo cuore!”.
Il Profeta è il simbolo della pazienza. Satana nutriva contro di lui l’odio più violento che mai avesse concepito, perché umiliato per non essere riuscito a sedurlo con alcun mezzo. Col tempo il corpo di Giobbe si ammalò: un’infiammazione così perniciosa che la pelle e la carne caddero a pezzi come per effetto della lebbra; ma il Profeta non lanciò alcun gemito, non diede alcun segno di dolore e continuò sempre a lodare Allah (swa).
Secondo alcune fonti spuntarono delle verruche su tutto il corpo di Giobbe e lo pervase un prurito insopportabile. Si grattò così con le unghie finchè non gli caddero tutte, poi si grattò con le ossa, delle pietre appuntite e dei pezzi di stoffa rugosa; continuò a grattarsi fino a che la carne si consumò e si staccò. Quando la pelle si guastò, si alterò e prese ad avere un cattivo odore, gli abitanti del villaggio lo cacciarono, tutte le creature lo abbandonarono eccetto sua moglie che lo andava a trovare per dargli il suo aiuto.
Il Diavolo pensava che dopo che Allah (swa) gli tolse ricchezze, affetti e persino la salute, Giobbe avrebbe abbandonato la fede.
“E si rivolse Giobbe al suo Signore: ‘Il male mi ha colpito, ma Tu sei il più misericordioso dei misericordiosi!’. E gli rispondemmo e lo sollevammo dal male che lo affliggeva e gli restituimmo la sua famiglia e un’altra ancora, segno di misericordia da parte Nostra e Monito per coloro che Ci adorano”.
(Sura Al Anbiyà /I Profeti, V. 83-84)
“E ricorda il Nostro servo Giobbe, quando chiamò il suo Signore: ‘Satana mi ha colpito con disgrazia e afflizioni’. ‘Batti il tallone: avrai acqua fresca per lavarti e per bere’. Gli restituimmo la sua famiglia e con essa un’altra simile, segno di misericordia da parte Nostra e Monito per coloro che sono dotati di intelletto. Gli ordinammo: ‘Stringi nella tua mano una manciata d’erba, colpisci con quella e non mancare al tuo giuramento’. Lo trovammo perseverante, un servo ottimo, pronto al pentimento”.
(Sura Sad, V. 41/44)
Tramanda Al-Hasan che Giobbe passò 7 anni gettato tra la spazzatura senza chiedere e pretendere nulla da Dio.
Ibn Shihab (al-Zuhri) tramanda da Anas Ibn Malik che il Profeta Muhammad disse che Giobbe passò ben 18 anni abbandonato da tutti, senza chiedere e pretendere nulla da Dio.
Tramanda Abd Al Rahman Ibn Gubayr che Giobbe disse:
“Quando Dio ci ha donato beni e figli credevamo in Lui. Ora che ci Ha preso quello che gli appartiene diverremo infedeli e ne prenderemo un altro al posto Suo?”.
Pensate, Giobbe perse tutto: ricchezze, figli e salute, senza mai perdere la pazienza, la fede in Dio e la sua riconoscenza verso Lui. Allah lo ricompensò e guarì.
Ed è per questo che Giobbe (pace su di lui) è il simbolo della pazienza, anche di fronte alla malattia della sua pelle, non perse la fede e la pazienza, e continuò a lodare Allah.
“Il male mi ha colpito, ma tu sei il più Misericordioso dei misericordiosi”.
Corano, Sura Al Anbiyà (I Profeti), v.83-84
“Abbiamo accettato da Dio le cose buone. Perché ora non dovremmo accettare le cose cattive?”.
(Bibbia, Giobbe “2”, v.10)
Nella Bibbia attuale Giobbe è descritto così:
“Finalmente Giobbe cominciò a parlare e maledisse il giorno in cui nacque: ‘Maledetto il giorno in cui son nato e la notte in cui fui concepito!’.”
(Bibbia, Giobbe “3”, v.1-3)
“Perché non sono morto nel grembo di mia madre? Perché non sono spirato sul nascere?”. (Bibbia, Giobbe “3”, v.11)
Nessun Profeta, nessun credente ha mai detto queste parole, come può Giobbe aver maledetto la sua nascita, o sperare di esser morto prima di vedere la luce?
Solo Dio può maledire o benedire, ed un Profeta come Giobbe, che è stato un vero esempio di fede, accettò qualsiasi disgrazia e conobbe perfettamente la grandezza di Allah e la preziosità della vita, che è un regalo Divino.
La Bibbia attuale descrive un Giobbe terrorizzato di fronte alla malattia, lagnoso, pessimista, il contrario di come era realmente.
“Preferirei morire strangolato piuttosto che soffrire queste pene”.
(Bibbia, Giobbe “7”, v.15)
“Dio, tu mi hai logorato, hai allontanato tutti i miei amici, hai scolpito le tue accuse sul mio viso, sono diventato pelle e ossa. Ora tutti mi condannano”.
(Bibbia, Giobbe “16”, v.7-
Chi è ingrato verso Dio, chi accusa Dio per le proprie disgrazie non è un credente, ma il peggior miscredente, nessun Profeta -compreso Giobbe- ha commesso questi errori.
“Lo trovammo (Giobbe) perseverante, un servo ottimo, pronto al pentimento”.
(Corano, Sura Sad v.41-44)
Una prova di fedeltà verso Dio, un esempio da imitare, non era accusatore ed ingrato, non c’era sulla faccia della terra persona più nobile e paziente di Giobbe: il Profeta Simbolo della Pazienza.
L’Inviato di Allah disse:
“Quello che è straordinario nel caso del credente, è che per lui l’intera sua condizione è buona; e ciò non avviene per altri che per il credente; se gli capita prosperità, egli ringrazia, e ciò è bene per lui; se gli capita un’avversità, pazienta, e ciò è un bene per lui”.
Lo ha trasmesso Muslim
Come è accaduto per il Profeta Giuseppe –che vi abbiamo raccontato nella lezione precedente- e per gli altri Profeti, anche Giobbe (as) fu messo a dura prova.
L’Inviato di Allah disse:
“Il credente e la credente non cessano mai dall’essere messi alla prova, in se stessi, nei loro figli e nei loro beni, finchè incontreranno Iddio L’Altissimo, non avendo un peccato a loro carico”.
Lo ha trasmesso At-Tirmidi
Giobbe era di carnagione rossa e di corporatura robusta, visse 200 anni, ma Dio ne sa di più.
Un vero esempio per tutti noi, per la sua pazienza, la sua riconoscenza verso Dio in ogni momento e avversità, anche quando tutto sembrava contro di lui, sapeva benissimo che Allah (swa) non l’avrebbe mai abbandonato, anche in quei casi.
Sapete, non è stata una situazione facile per Giobbe (as): era ricco e perse ogni bene all’improvviso; aveva l’affetto della gente che gli voltò le spalle; aveva tutto l’amore della famiglia che perse; era forte, aveva un ottima salute e si ammalò riducendosi in quello stato. La sua Grande Fede non la perse mai.
Jetro (Shu’ayb), pace su di lui, fu inviato al paese di Madyan per convertire gli abitanti infedeli fino al momento dell’arrivo di Mosè.
“Agli abitanti di Madyan inviammo il loro fratello Shu’ayb! Disse: ‘O popol mio, adorate Allah. Per voi non c’è altro dio che Lui. Vi è giunta una prova da parte del vostro Signore. Riempite la misura e date il giusto peso e non danneggiate gli uomini nei loro beni. Non corrompete la terra dopo che Allah la creò pura: ciò è meglio per voi, se siete credenti’.”
(Sura Al A’ràf, V.85)
“I notabili del suo popolo, che erano tronfi di orgoglio, dissero:
‘O Shu’ayb, certamente ti cacceremo dalla nostra città, tu e quelli che hanno creduto in te, a meno che non ritorniate alla nostra religione!’.
Rispose: ‘Anche se la aborriamo? Inventeremmo menzogne contro Allah se ritornassimo alla vostra religione dopo che Allah ce ne ha salvati. Non potremo farvi ritorno, a meno che lo voglia Allah nostro Signore.
Il nostro Signore possiede la scienza di ogni cosa. In Allah riponiamo la nostra fiducia. O Signor nostro, giudica secondo verità, tra noi e il nostro popolo; Tu sei il Migliore dei giudici’.
I notabili del suo popolo, che erano miscredenti, dissero: ‘Se seguite Shu’ayb sarete sicuramente rovinati!’. Li colse il cataclisma e al mattino giacquero prostrati nelle loro dimore. Per coloro che avevano tacciato Shu’ayb di menzogna, fu come se non avessero mai abitato in quei luoghi. Coloro che tacciavano Shu’ayb di menzogna sono andati in rovina. Si allontanò da loro e disse: ‘O popol mio, vi avevo trasmesso i messaggi del mio Signore e vi avevo dato consigli sinceri. Come potrei ora essere afflitto per un popolo di miscredenti?’.”
(Sura Al A’ràf, V. 88/93)
Anche Shu’ayb avvisò come gli altri profeti il suo popolo, altezzoso e miscredente. Non lo vollero ascoltare:
“Coloro che tacciavano Shu’ayb di menzogna sono andati in rovina”.
• Vi ricordiamo Noè (as) che invitò il suo popolo a seguire la Retta Via, non lo ascoltarono e morirono annegati con il Diluvio.
• Hud (as) con il popolo degli ‘Ad, il più feroce nella storia e più forte persino dei faraoni. Perirono, diventarono come detriti portati via dalla corrente. Iddio L’Altissimo mandò contro di loro un vento tempestoso.
• Salih (as) e il popolo dei Thamùd, dopo il terremoto arrivò il fulmine, poi il grido e poi creparono! Morirono tutti.
• Abramo (as), la sua gente lo gettò nel fuoco per aver distrutto le loro divinità. Si salvò, fu un Segno per loro.
• Loth (as), il suo popolo perverso praticava la fornicazione, furono annientati.
• Shuayb, il suo popolo li colse il cataclisma, come dice il Sacro Corano: “Li colse il cataclisma e al mattino giacquero prostrati nelle loro dimore”.
Il Profeta morì sette anni e quattro mesi dopo la sua venuta in questa città, all’età di 200 anni, la sua missione era durata 50 anni. Non aveva uguali nella dialettica ed era anche rinomato per la scienza e la vivacità dello spirito.
Lui, insieme a Hùd e Salah, è uno dei profeti che, nonostante le predicazioni, per volontà di Dio, non riuscì a convertire la gente. |
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