Islàm forum Islàm forum
insieme, alla ricerca della verità
 
FAQ :: Cerca :: Lista degli utenti :: Gruppi utenti :: Registrati
Profilo :: Messaggi Privati :: Login

Dal Profeta Isacco a Giuseppe (as)

 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> I Profeti
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
virginiafat
Site Admin


Registrato: 07/10/07 06:23
Messaggi: 156
Località: milano

MessaggioInviato: Dom 03 Feb, 2008 5:05 pm    Oggetto: Dal Profeta Isacco a Giuseppe (as) Rispondi citando

Isacco ISAHAK (pace su di lui) è il figlio avuto in tarda età da Sarah.
“E gli demmo la lieta novella di Isacco, Profeta tra i buoni. Elargimmo su di lui (Abramo) e su Isacco la pienezza della benedizione. Tra i loro discendenti c’è il virtuoso e colui che è palesemente ingiusto nei suoi stessi confronti”.
(Sura As-Saffàt/ I Ranghi, V.112-113)
Lo sapevate che la Pietra Nera alla Mecca -blocco di minerale inesistente sulla terra, di colore nero- è stata collocata dal Profeta Ibrahìm (pace su di lui) nello spigolo sud est della nobile Ka’aba? Lo scopo è di indicare ai pellegrini il punto di inizio e di fine della “circumambulazione”.
E che Maqàn Ibrahìm, è la piccola costruzione sul luogo, dove il Profeta Ibrahìm si fermò presso la nobile Ka’aba alla Mecca?

Isacco è il fratello minore di Ismaele (as). Prima di proseguire con la storia di Isacco vorrei raccontarvi la storia del Profeta Loth (pace su di lui), cugino di Abramo.

Loth era contro coloro che praticavano la fornicazione, e la sua missione durò molti anni. Allah mandò degli angeli con le sembianze di uomo, erano molto belli e la gente incuriosita e perversa tentò in tutti i modi di possederli al posto delle donne, non ci riuscirono.
“La gente del suo popolo andò da lui tutta eccitata. Già avevano commesso azioni empie. Disse loro: ‘O popol mio, ecco le mie figlie sono più pure per voi. Temete Allah e non svergognatemi davanti ai miei ospiti. Non c’è tra voi un uomo di coscienza?’. Dissero: ‘Sai bene che non abbiamo alcun diritto sulle tue figlie, sai bene quello che vogliamo!’.”
(Sura Hud, V. 78-79)
Sicuramente l’intenzione di Loth non era quello di offrire le sue figlie ai Sodomiti, l’espressione va intesa nel senso di: “Le donne e non gli uomini devono essere l’oggetto del vostro desiderio, esse sono più pure per voi”.
“E ricorda Loth, quando disse al suo popolo: ‘Vi darete alla turpitudine pur riconoscendola? Vi accosterete agli uomini piuttosto che alle femmine, per placare il vostro desiderio? Siete davvero un popolo ignorante’. La risposta del suo popolo fu solo: ‘Scacciate dalla vostra città la famiglia di Loth! E’ gente che pretende di essere pura’. Lo salvammo insieme con la sua famiglia, eccetto sua moglie, per la quale decidemmo che fosse tra coloro che sarebbero stati annientati. Facemmo scendere su di loro una pioggia, una pioggia orribile su coloro che erano stati invano avvertiti”.
(Sura An-Naml/ Le formiche, V. 54/5Cool

Questo dovrebbe far riflettere la gente di oggi. Ci sono alcuni Hadith sull’argomento che descrivono la Fine dei tempi, i nostri tempi attuali, riportati anche nei libri di Harùn Yahya:
“Gli uomini imiteranno le donne, e le donne imiteranno gli uomini”.
(Allama Jalaluddin Suyuti, Durre-Mansoor)
“Si avvicinerà l'Ora in cui gli uomini si soddisferanno con gli uomini e le donne si soddisferanno con le donne”.
(Mukhtasar Tazkirah Qurtubi)
Dio ha creato la donna per unirsi all’uomo e viceversa. In tutto questo c’è la perfezione nei minimi particolari, la donna completa l’uomo e l’uomo la donna, non si riscontra la stessa cosa fra due dello stesso sesso. Tra l’unione di due del sesso opposto possono nascere dei figli inshallah.
“Gli scopi del matrimonio- spiega lo sheikh Abu Bakr Djaber- sono:
1-Riprodurre la specie umana attraverso la procreazione.
2-Soddisfare le esigenze sessuali dei coniugi ed evitare la fornicazione.
3-La mutua collaborazione tra i coniugi nell’educazione dei figli e nel loro mantenimento.
4-Instaurare un rapporto di comprensione tra i coniugi nell’affetto e la stima reciproca”.

Anche La Bibbia racconta la storia del popolo perverso di Loth.
“Lot, dove sono quegli uomini ‘gli angeli’, che sono venuti da te questa notte? Falli uscire!” ‘Dicevano così perché volevano violentarli’.
(Bibbia, Genesi “19”, v. 5)
Gli angeli avvertirono Loth:
“Fa partire la tua gente sul finire della notte, e nessuno di voi guardi indietro (eccetto tua moglie, ché in verità ciò che accadrà a loro accadrà anche a lei)”.
(Sura Hud, V.81)

“Allah ha proposto ai miscredenti l’esempio della moglie di Noè e della moglie di Lot. Entrambe sottostavano a due dei nostri servi, uomini giusti. Entrambe li tradirono, ed essi non poterono in alcun modo porle al riparo da Allah. Fu detto loro: ‘Entrate entrambe nel Fuoco, insieme con coloro che vi entrano’.
(Sura At-Tahrìm/ L’Interdizione, V. 10)

Come il figlio di Noè rifiutò la salvezza dell’Arca, la moglie di Noè dava del pazzo al marito, anche la moglie di Loth, che, non solo informò i Sodomiti dell’arrivo dei due ospiti “gli angeli”, ma disobbedì anche all’ordine di non guardare dietro di lei, cosa che invece fece, forse un rimpianto per quello che lasciava?

Nel Corano non è Isacco il figlio del sacrificio ma Ismaele, come vi abbiamo raccontato nella scorsa lezione
Corano Sura As-Sâffât (I Ranghi) v. 102:
“Poi, quando raggiunse l'età per accompagnare [suo padre questi] gli disse: “Figlio mio (Ismaele), mi sono visto in sogno, in procinto di immolarti. Dimmi cosa ne pensi”. Rispose: “Padre mio, fai quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole, sarò rassegnato”.

Bibbia, Genesi “22”, v. 2:
“Dio gli disse: ‘Prendi il tuo figlio Isacco, il tuo unico figlio, che tu ami molto’.”

Come avrebbe potuto Iddio chiamare primogenito Isacco, se quando Isacco nacque Ismaele aveva 7 (o 13) anni?
“Lode ad Allah Che, nonostante la vecchiaia, mi ha dato Ismaele ed Isacco. In verità il mio Signore ascolta l’invocazione”.
(Sura Ibrahìm/ Abramo, V. 39)

“Sarà noto il figlio (Ismaele) che Abramo aveva avuto da Agar, l’egiziana; stava scherzando con suo figlio Isacco”.
(Bibbia, Genesi “21”, v. 9)

“E gli demmo Isacco e Giacobbe e ne facemmo dei devoti. Ne facemmo capi che dirigessero le genti secondo il Nostro ordine. Rivelammo loro di fare il bene, di osservare l’orazione e di versare la decima. Erano Nostri adoratori”.
(Sura Al Anbiyà/ I profeti, V.72-73)

“Giunsero presso Abramo i Nostri angeli con la lieta novella. Dissero: ‘Pace’, rispose ‘Pace!’ e non tardò a servir loro un vitello arrostito. Quando vide che le loro mani non lo avvicinavano, si insospettì ed ebbe paura di loro. Dissero: ‘Non aver paura. In verità siamo stati inviati al popolo di Lot’. Sua moglie era in piedi e rise. Le annunciammo Isacco e dopo Isacco, Giacobbe. Ella disse: ‘Guai a me! Partorirò vecchia come sono, con un marito vegliardo? Questa è davvero una cosa singolare!’. Dissero: ‘Ti stupisci dell’ordine di Allah? La misericordia di Allah e le Sue benedizioni siano su di voi, o gente della casa! In verità Egli è degno di lode, glorioso’.
(Sura Hud, V. 69/73)

Chi costruì una casa di adorazione per Allah in Shàm?
Isacco e si chiama “Bàytu l-Màqdis”, la moschea al-Aqsa.
Rufgah (Rebecca) era sua moglie, e preferiva il figlio Giacobbe a Esaù, l’altro figlio prediletto invece da Isacco.
Con un inganno Isacco scambiò Giacobbe YA’ QUB (pace su di lui) per Esaù, e lo benedisse dicendo:
“Possa Allah benedire i tuoi figli e accordare loro il rango di Profeti e il Libro della rivelazione”.
Molti discendenti di Giacobbe furono onorati della dignità di Profeti. Giacobbe lo soprannominarono “Israìl”, Servo di Dio. Nel sonno gli apparve una scala che univa la terra al cielo, sulla quale gli angeli salivano e scendevano e una voce celeste che gli ordinò di elevare un edificio, la Casa Santa.
Il padre Isacco quasi ceco morì circa all’età di 130 anni.
Giacobbe si innamorò della cugina Rahìl “Rachele”, figlia minore di Laban che chiese in sposa, ma fu ingannato, gli fu portata la sorella maggiore al suo posto, perché era quella che doveva sposare per prima. Dopo aver servito per altri sette anni Laban, si sposò con Rachele, ed ebbe da lei Giuseppe e Beniamino. Dall’altra moglie (Lia) ebbe sei figli, Giacobbe ebbe dunque 12 figli, due dalla schiava Balha e due da Zilfah e da questi discesero le 12 tribù.
“Fu questo che Abramo inculcò ai suoi figli, e anche Giacobbe:
‘Figli miei, Allah ha scelto per voi la religione: non morirete se non musulmani’.
Forse eravate presenti quando la morte si presentò a Giacobbe ed egli disse ai suoi figli: ‘Chi adorerete dopo di me?’:
Risposero: ‘Adoreremo la tua divinità, la divinità dei tuoi padri Abramo e Ismaele e Isacco, il Dio unico al quale saremo sottomessi’.”
(Sura Al Baqara/ La Giovenca, V. 132-133)

In gioventù Giacobbe fu pastore di pecore e anche i figli si dedicarono allo stesso lavoro. Era una persona sincera, rassegnata e paziente.
Giuseppe YUSUF (pace su di lui) ebbe una visione, ma il padre Giacobbe gli proibì di rivelarlo ai fratelli “perché Satana è il nemico dell’uomo”.
“O padre mio, ho visto in sogno undici stelle il sole e la luna. Li ho visti prosternarsi davanti a me”, (Giacobbe) disse: “O figlio mio, non raccontare questo sogno ai tuoi fratelli che certamente tramerebbero contro di te! In verità Satana è per l’uomo un nemico evidente”.
(Sura Yusuf/ Giuseppe, V. 4-5)

Questo è il sogno di Giuseppe (pace su di lui) , descritto anche nella Bibbia.
“Ho fatto un altro sogno: il sole, la luna e undici stelle si inchinavano fino a terra dinanzi a me”.
(Bibbia, Genesi “37”, v. 9)
Ma i fratelli vennero a sapere di questo sogno e ne furono molto gelosi. Decisi ad eliminare Giuseppe chiesero al padre il permesso di portarlo con loro nel deserto, ma questi rifiutò. Ad un secondo tentativo lo convinsero.
Una volta soli, nonostante le tante raccomandazioni del padre, che amava Giuseppe più degli altri figli, i fratelli cominciarono a maltrattarlo e lo gettarono in un pozzo. Uccisero un capriolo e macchiarono di sangue l’abito di Giuseppe.
Tornarono dal padre Giacobbe e dissero che Giuseppe, lasciato in disparte mentre i fratelli giocavano a rincorrersi, fu divorato da un lupo, ma Giacobbe non credette a queste storie.
Giuseppe fu salvato dal pozzo da alcuni egiziani. Fu portato da loro in Egitto e venduto ad Azìz, tesoriere del Re d’Egitto, sotto l’insistenza della moglie Ràail (detta Zuleika).
La donna innamorata di Giuseppe tentò in tutti i modi di conquistarlo, ma Giuseppe non ne voleva sapere, allora la donna esasperata tentò di strappare la camicia del giovane, in quel momento entrò dalla porta il marito che in collera con Giuseppe tentò di ucciderlo, ma il fratello di Azìz gli suggerì di esaminare la camicia:
“Se è strappata sul davanti, il colpevole è Giuseppe, se è rotta dietro, è Zuleika”.
Non c’era alcun dubbio, la colpevole era la moglie.
Quasi tutta la storia del Profeta Giuseppe nella Bibbia, (vedi Genesi- La storia di Giuseppe “37”) è simile nel Corano, come nella Sura Yusuf).
Corano Sura Yusuf v: 25, 26, 27
“Entrambi corsero verso la porta, (lei) gli strappò la camicia da dietro. Alla porta incontrarono il marito di lei. Disse (la donna): ‘cosa merita colui che ha voluto male a tua moglie? Nient’altro che la prigione o un doloroso castigo!’.
Disse (Giuseppe): ‘E’ lei che voleva sedurmi’. Un testimone della famiglia di lei intervenne: ‘se la camicia e’ strappata davanti, e’ lei che dice la verità e lui è un mentitore; se invece la camicia è strappata sul dietro, ella mente ed egli dice la verità’.”
Zuleika disse: “Ormai la verità è manifesta: ero io che cercavo di sedurlo. In verità egli è uno di coloro che dicono il vero”.
(Corano, Sura Giuseppe/ Yusuf, v.51)
Tramanda Ibn Abbàs che Giuseppe desiderò per un attimo Zuleika, ma udì all’improvviso una voce dal cielo: “O Giuseppe, fornicherai e sarai come l’uccello a cui cadono le penne e quando si muove per volare scopre di non averle più?”.
Zuleika organizzò un banchetto ed invitò molte sue amiche che erano incuriosite dalla bellezza di Giuseppe, appena lo videro, mentre tagliarono le arance, talmente occupate a contemplarlo si tagliarono le mani. Tutte gridarono:
“Non è un uomo, è un angelo del cielo!”.
Zuleika vista l’indifferenza di Giuseppe nei suoi confronti decise di farlo rinchiudere in prigione, dove il giovane fece amicizia con i prigionieri, lì, poteva aiutarli, interpretando i loro sogni. Giuseppe restò in prigione per altri sette anni.
Qualsiasi persona dei nostri tempi avrebbe fatto il contrario, -non tutti naturalmente- pur di rinunciare alla prigione avrebbe ceduto al fascino di Zuleika. Un esempio per i musulmani di oggi e per gli uomini di altre religioni, che cedono spesso a questo tipo di tentazioni, al fascino irresistibile di donne attraenti. Il Profeta Giuseppe (as) invece aveva il Vero timore di Dio. Un vero timorato sa i suoi limiti, è consapevole di non oltrepassare la linea che divide dalla Retta Via alla strada sbagliata fatta di trasgressioni che portano a Satana.
“Di' ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno. E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri…”.
Sura An- Nùr (LaLuce) v. 30, 31

Il Profeta Muhammad ha detto:
“Il pudore e la fede sono inseparabili: se manca l’uno, manca anche l’altra”.
(Lo ha trasmesso Ha’kìm)

“La fornicazione- spiega lo sheikh Abu Bakr Djabar nel suo libro ‘La via del musulmano/ Minhaj al muslim’- è un rapporto sessuale illecito compiuto. E’ il peccato più grande dopo l’ateismo, il politeismo e l’omicidio. E’ la più ignobile delle turpitudini. La severa proibizione della fornicazione tende alla conservazione della purezza della società islamica, l’integrità della reputazione dei musulmani, la loro dignità, la certezza della paternità e la serenità dei loro animi”.
Il Profeta Muhammad ha detto:
“Il fornicatore, nel momento in cui commette il suo peccato, non è credente”.
(Lo ha trasmesso Bukhari e Muslim)

Ibn Mubarak disse a un uomo:
“Temi Dio!”, “Come riuscirci?” chiese l’altro.
“Sii certo di avere sempre Dio di fronte a te”.

“Lottando ‘contro le tentazioni’ per piacere a Dio- dice Abu Bakr Djabar-.
Il musulmano così si purifica, la sua anima diventa candida, serena, degna dell’amore del Signore e della Sua soddisfazione”.

Naturalmente il pentimento sincero è accettato da Dio, inshallah, l’importante soprattutto è non commettere sempre gli stessi errori e ricordate che…Dio è sempre presente e vede tutto:
“Non lo prendon mai sopore né sonno”.
(Corano, Sura Al Baqara/ La Giovenca, v. 255)
Il Re d’Egitto ebbe uno strano sogno, quello delle sette vacche grasse che le sette vacche magre divoravano e di sette spighe verdi e di sette spighe secche nessuno riuscì ad interpretarlo, allora il coppiere si ricordò di Giuseppe e raccontò del giovane al re, che gli ordinò di andare subito da lui per chiedergli un’interpretazione:
“Coltiverete per sette anni come è vostra consuetudine. Tutto quello che avrete raccolto lasciatelo in spiga, eccetto il poco che consumerete. Verranno poi sette anni di carestia che consumeranno tutto quello che avrete risparmiato, eccetto quel poco che conserverete. Dopo di ciò verrà un’annata in cui gli uomini saranno soccorsi e andranno al frantoio”.
(Sura Yusuf/ Giuseppe, V. 47/49)
Il Re tenne con sé il Profeta che diventò il suo consigliere e guardiano dei magazzini di grano e lo associò a sé nella direzione generale degli affari, poi, dopo la morte di Azìz divenne suo successore e sposò Zuleika:
“Non è questo meglio di quello che tu volevi?” disse Giuseppe alla donna. Sostiene Ibn Abbàs che Azìz si chiamasse Qitfìr oppure Iftìr Ibn Magib (Potifarre).
Torna in cima
Messaggio privato HomePage Profilo
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> I Profeti Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Crea anche tu il tuo Forum Gratis!